Differenze tra le versioni di "Basilica di San Zeno"

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[[File:CapitelloSacelloSanBenedetto.jpg|thumb|upright|[[Capitello]] e [[pulvino]] nel sacello di San Benedetto in [[arte bizantina|stile bizantino]], probabilmente facenti parte dell'edificio del [[VI secolo|V]]-[[VI secolo]]]]
 
È probabile che una ricostruzione dell'edificio sia collocabile all'epoca dei [[Goti]] come confermano alcuni frammenti di pietra scolpita in [[arte bizantina|stile bizantino]], dunque ascrivibile al [[VI secolo|V]]-[[VI secolo]], reimpiegati nel Sacello di [[San Benedetto]] (accessibile dal [[chiostro]]) e nel [[campanile]]. Lo storico [[Luigi Simeoni (storico)|Luigi Simeoni]] conferma che tale fabbrica possa risalire al [[VI secolo]] riconoscendo delle similitudini tra i [[pulvino|pulvini]] del chiostro e del sacello cono quelliconoquelli della [[Basilica di Sant'Apollinare Nuovo]] a [[Ravenna]]. Inoltre, non è così improbabile che lo stesso [[Teodorico il Grande]], che dedicò molta attenzione all'[[urbanistica di Verona]], abbia contribuito a tale fabbrica, come d'altronde se ne fa menzione negli ''[[Annales Valesiani]]''.<ref name="DL7" /> Si può, quindi, desumere che questo antico edificio fosse ricco di [[colonne]], [[pilastri]], [[capitelli]] e [[pulvini]], tutti di marmo come lo doveva essere il pavimento.<ref>{{cita|Da Lisca, 1941|p. 8}}.</ref><ref name="Simeoni8"/>
 
Caduto il regno dei Goti nel 553 ([[guerra greco-gotica]]), dopo un breve domino dell'[[impero bizantino]] Verona passò in mano dei [[Longobardi]] e il re [[Alboino]] ne fece una delle sue residenze preferite. Ben poco sappiamo delle vicende della chiesa in questo periodo ma, di nuovo grazie a Coronato, apprendiamo che ancora custodiva le spoglie del santo e che i Longobardi, di fede [[arianesimo|ariani]], acconsentirono che permanesse a Verona un vescovo cattolico e che il re [[Desiderio (re)|Desiderio]] concesse alcuni donativi che andarono a costituire la ''Domus Sancti Zenonis''”.<ref>{{cita|Da Lisca, 1941|p. 9}}.</ref>