Differenze tra le versioni di "Geroglifici egizi"

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Sempre nel IV secolo apparvero gli ''Hieroglyphica'' di [[Orapollo]], una 'spiegazione' di quasi 200 segni. L'opera, autorevole ma ricca di errate interpretazioni, fu un ulteriore impedimento alla decifrazione della scrittura egizia. Mentre gli studiosi del passato hanno enfatizzato le origini greche dell'opera, ricerche recenti hanno messo in risalto residui di conoscenze genuine e interpretato il lavoro come un disperato tentativo di un intellettuale egiziano di recuperare un passato ormai sepolto. Comunque gli ''Hieroglyphica'' esercitarono una notevole influenza sul simbolismo del [[Rinascimento]], e in modo particolare sul libro degli emblemi di [[Andrea Alciato]] e anche sulla ''[[Hypnerotomachia Poliphili]]'' di [[Francesco Colonna (scrittore)|Francesco Colonna]].
 
I primi studiosi moderni che avviarono progressivamente l'opera di raggiungimento alla decifrazione più o meno definitiva si collocano dalla seconda metà del XVI secolo fino a tutto il XIX secolo<ref>{{Cita libro|titolo=Acta Eruditorum|url=https://atenagutenberg.beic.it/webclient/DeliveryManager?pid=13384397&search_terms=DTL60|accesso=22 maggio 2018|data=1714|editore=|città=Leipzig|p=127|urlmorto=sì}}</ref>; soprattutto il famoso [[Athanasius Kircher]] nel [[XVII secolo]] che aveva legittimamente basato la sua opera di analisi della scrittura partendo da una pura base speculativa che caratterizzava la natura della scrittura stessa, e giungendo a formulare nel suo trattato di decifrazione una teoria non ortografica che prendeva come oggetto di partenza per l'analisi il concetto di scrittura speculativa, cioè frutto di procedimenti mentali che idealizzavano, l'oggetto, l'animale, il quale si intendeva rappresentare graficamente in modo da poterne ricavare un suono ben determinato e quindi trascriverlo graficamente (i geroglifici egizi sono infatti a tutti gli effetti dei veri e propri ideogrammi); l'interpretazione di Kircher è importante nonché significativa ai fini dello studio simbolico della natura di concepimento speculativo-grafico di questi caratteri; su queste basi sia [[Thomas Young]] che [[Jean-François Champollion]] stabilirono il loro percorso di lettura comparata per quel che concerne lo stabilire l'esattezza del suono acustico di ciascun carattere ma tralasciando quasi del tutto il loro significativo valore simbolico.
 
Champollion infatti concepì la sua decifrazione seguendo un sistema comparativistico con le lettere greche incise simultaneamente lungo il testo geroglifico riportato sulla Stele di Rosetta, mirando la sua scoperta verso la più attendibile delle ipotesi, quella cioè che ogni ideogramma potesse racchiudere in un solo carattere uno o più suoni fonetici. La lettura di Champollion dunque mira alla decifrazione solamente fonica e non simbolica, argomento quest'ultimo ancora al giorno d'oggi oggetto di studio. La scoperta della Stele di Rosetta da parte delle truppe napoleoniche durante l'invasione dell'Egitto fu l'evento che fornì le informazioni necessarie che permisero tale operazione a Champollion. La stele riportava semplicemente l'avvenuto matrimonio di un dignitario.