Differenze tra le versioni di "Centro-destra in Italia"

La coalizione di centro-destra si riorganizzò per le [[elezioni politiche del 1996]] con la nuova denominazione di [[Polo per le Libertà]]. In tutti i collegi uninominali di [[Camera dei deputati]] e [[Senato della Repubblica]] nella parte maggioritaria, la coalizione s presentò il nuovo logo. Nella parte proporzionale della Camera, oltre alle liste di [[Forza Italia (1994)|Forza Italia]] e di [[Alleanza Nazionale (Italia)|Alleanza Nazionale]] vi fu una lista unica dei centristi che riuniva il [[Centro Cristiano Democratico]] di [[Pier Ferdinando Casini]] e i [[Cristiani Democratici Uniti]] di [[Rocco Buttiglione]]. Vennero stretti, come era già accaduto nel 1994, accordi elettorali con la [[Lista Pannella-Sgarbi]], senza però che quest'ultima entrasse organicamente nella coalizione. La Lista Pannella-Sgarbi avrebbe rinunciato a presentarsi nella quasi totalità dei collegi senatoriali, evitando così di sottrarre voti al Polo e i suoi esponenti sarebbero entrati a far parte del governo in caso di vittoria del centro-destra.<ref>{{cita news|url=http://archiviostorico.corriere.it/1996/aprile/15/Pannella_Berlusconi_raggiunto_accordo_co_8_960415424.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140221160849/http://archiviostorico.corriere.it/1996/aprile/15/Pannella_Berlusconi_raggiunto_accordo_co_8_960415424.shtml|titolo=Pannella Berlusconi, raggiunto l'accordo|autore=Maurizio Caprara|pubblicazione=[[Corriere della Sera]]|data=15 aprile 1996|pagina=2|accesso=15 febbraio 2014|urlmorto=sì|dataarchivio=21 febbraio 2014}}</ref> La [[Lega Nord]] si presentò totalmente indipendente dai due principali schieramenti, avviandosi su un progetto di [[Indipendentismo padano|secessione delle regioni del nord]].
[[File:Italian Election 1996 Province.png|thumb|left|La mappa delle elezioni politiche del 1996.]]
Le [[Elezioni politiche italiane del 1996|Elezioni politiche italiane del 21 aprile 1996]] portarono ad una sconfitta del centro-destra nei confronti del [[centro-sinistra]], riunito nell'alleanza de [[l'Ulivo]] e guidato da [[Romano Prodi]]. Nel maggioritario di [[Camera dei deputati]] e [[Senato della Repubblica]] il Polo per le Libertà ebbe rispettivamente il 42,07% e il 37,35% dei voti. Nella parte proporzionale della Camera, [[Forza Italia (1994)|Forza Italia]] (al 20,57%) venne superata dal [[Partito Democratico della Sinistra]] quale primo partito italiano. [[Alleanza Nazionale (Italia)|Alleanza Nazionale]] aumentò il proprio consenso restando al terzo posto (15,66%), la lista CCD-CDU esordì con un buon 5,84% mentre la Lista Pannella-Sgarbi prese l'1,88%. Nonostante la sconfitta, la somma dei voti ottenuta dai partiti del centro-destra (42,07%) superò di circa dieci punti percentuali il totale dei partiti de L'Ulivo. Il centro-destra ebbe la minoranza dei seggi in parlamento (246 seggi su 630 alla [[Camera dei deputati]] e 116 seggi su 315 al [[Senato della Repubblica]]), perdendo l'egemonia nell'[[Italia Settentrionale]] a vantaggio della [[Lega Nord]], tranne in alcune aree, ma rafforzando il proprio consenso nelle regioni del centro-sud (tutte le regioni ad eccezione delle «[[regioni rosse]]» e della [[Basilicata]]).
 
Nel nuovo parlamento il Polo per le Libertà passò all'opposizione del nuovo [[governo Prodi I|governo di centro-sinistra]] guidato da Romano Prodi.
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