Differenze tra le versioni di "Centro-destra in Italia"

Nell'autunno del [[2002]] il CCD, il CDU e [[Democrazia Europea]] di [[Sergio D'Antoni]], che aveva partecipato alle elezioni dell'anno precedente con una lista schierata fuori dai poli, avviarono un procedimento unitario che portò alla nascita dell'[[Unione di Centro (2002)|Unione di Centro]].<ref>http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/11/11/di-nuovo-insieme-ccd-cdu-alla-svolta.html?ref=search</ref>. Durante il primo congresso nazionale del 6 dicembre [[2002]] [[Marco Follini]] venne eletto segretario, con [[Rocco Buttiglione]] che assunse la presidenza.<ref>{{cita web|url=http://www.repubblica.it/online/politica/centro/udccongr/udccongr.html|titolo=Centristi, oggi nasce l'Udc. Congresso senza Pera e Bossi|accesso=6 dicembre 2002}}</ref>
 
Alle [[Elezioni europee del 2004 (Italia)|Elezioni europee del 2004]] l'alta frammentazione del panorama politico italiano rese difficile una valutazione dell'operato di governo, ma il risultato fu generalmente visto come una sconfitta per il Presidente del Consiglio [[Silvio Berlusconi]] e una vittoria per la coalizione di opposizione di centrosinistra identificata con [[Romano Prodi]], che era Presidente della Commissione europea uscente e ampiamente atteso come rientrante nella politica interna italiana per le successive elezioni politiche. [[Forza Italia (1994)|Forza Italia]] fu la seconda lista per voti con il 20,93% e 16 seggi seguita da [[Alleanza Nazionale (Italia)|Alleanza Nazionale]], con l'11,49 delle preferenze e 9 seggi. Le liste dell'[[Unione di Centro (2002)|UDC]] e della [[Lega Nord]] ebbero comunque un incremento di voti rispetto alla precedente consultazione con, rispettivamente, il 5,80% e 5 seggi e il 4,96% e 4 seggi. Nel nuovo [[Parlamento Europeo]] i forzisti e i centristi si confermarono nel [[gruppo del Partito Popolare Europeo - Democratici Europei]] come pure gli eletti di Alleanza Nazionale nell'[[Unione per l'Europa delle Nazioni]]. I leghisti confluirono nel gruppo [[Indipendenza e Democrazia]]. Nella stessa tornata elettorale il centro-destra perse anche la guida della regione [[Sardegna]].
 
Le [[Elezioni regionali italiane del 2005|Elezioni regionali del 2005]] furono un nuovo netto successo per il centrosinistra, che risultò vincente in tutte le regioni tranne che nelle roccheforti di centrodestra della [[Lombardia]] e del [[Veneto]], dove vennero confermati governatori [[Roberto Formigoni]] e [[Giancarlo Galan]] e dove comunque il vantaggio del centrodestra risultò più che dimezzato rispetto alle elezioni del 2000.
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