Consenso informato: differenze tra le versioni

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== Storia ==
 
La dottrina del consenso informato costituisce il frutto di una lenta e costante evoluzione nell'ambito del rapporto tra personale sanitario e paziente e trova le sue radici nell'ambito della tradizione [[illuminismo|illuminista]]. La sua prima manifestazione risiede nelle tesi di [[Thomas Percival]], che sostenne il diritto del paziente all'informazione quantunque questo diritto si scontrasse con l’''inganno caritatevole'' per la salvaguardia della salute del malato.
 
 
== Consenso scritto e verbale ==
 
Solitamente, Il consenso è previsto in forma scritta nei casi in cui l'esame clinico o la terapia medica possano comportare gravi conseguenze per la salute e l'incolumità della persona. Se il consenso è rifiutato, il sanitario ha l'obbligo di non eseguire o di interrompere l'esame clinico o la terapia in questione. Il consenso scritto è obbligatorio per legge in alcune situazioni definite: quando si dona o si riceve [[sangue]], si partecipa alla sperimentazione di un [[farmaco]] o negli accertamenti di un'infezione da [[HIV]], si è sottoposti ad [[anestesia]], [[trapianto del rene]] tra viventi, interruzione volontaria della [[gravidanza]], rettificazione in materia di attribuzione di sesso e nella procreazione medicalmente assistita.
 
 
== Delega del consenso ==
 
Il consenso informato a una determinata cura può essere espresso da un'altra persona se questa è stata nominata dal paziente come fiduciario in base all'art.1 comma 3 legge 219/2017. Il fiduciario può ricevere le informazioni sanitarie ed esprimere il consenso informato invece del paziente. Titolare del bene giuridico tutelato è il Paziente; se minore o incapace di intendere e di volere, il Legale rappresentante.
Il consenso dei [[Parenti prossimi]] non ha alcun significato legale.
 
== Codice di Deontologia Medica ==
 
Il [[Codice di Deontologia Medica]] (2006)<ref>[http://portale.fnomceo.it/Jcmsfnomceo/statico/Cdeontod.htm il codice di Deontologia Medica<!-- Titolo generato automaticamente -->] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20090224150708/http://portale.fnomceo.it/Jcmsfnomceo/statico/Cdeontod.htm |data=24 febbraio 2009 }}</ref> dedica alla ''informazione del paziente'' e al ''consenso del paziente'' l'intero Capo Quarto (articoli da 33 a 38)
 
== Codice Deontologico del Tecnico Sanitario di Radiologia Medica ==
 
Il [http://www.tsrm.org/wp-content/uploads/2012/10/codice-deontologico-tsrm.pdf Codice Deontologico del Tecnico Sanitario di Radiologia Medica] (2004) dedica al "Consenso Informato" il capitolo 3° (articoli 3.4; 3.5 e 3.10)
 
== Responsabilità degli infermieri ==
 
Con l'entrata in vigore del [http://www.fnopi.it/norme-e-codici/deontologia/il-codice-deontologico.htm Codice deontologico delle Professioni Infermieristiche] (Aprile 2019), viene sostituito quello che era il Codice Deontologico dell'Infermiere (2009).
 
* ''Articolo 20 -'' L’Infermiere rispetta la esplicita volontà della persona assistita di non essere informata sul proprio stato di salute. Nel caso in cui l’informazione rifiutata sia necessaria per prevenire un rischio per la salute di soggetti terzi, l’Infermiere si adopera a responsabilizzare l’assistito, fornendo le informazioni relative al rischio e alla condotta potenzialmente lesiva.
* ''Articolo 30 -'' L’'''Infermiere è responsabile''' della redazione accurata della documentazione clinica di competenza, ponendo in risalto l’importanza della sua completezza e veridicità anche ai fini del consenso o diniego, consapevolmente espresso dalla persona assistita al trattamento infermieristico.
 
 
Il [http://www.ipasvi.it/content/CODICE%20DEONTOLOGICO%202009.pdf Codice Deontologico dell'Infermiere] (2009) tratta di informazione e consenso in diversi articoli, nell'ottica dell'assistenza olistica alla persona.
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