Nicola Ferrara: differenze tra le versioni

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== Carriera ==
Figlio di emigranti italiani, iniziò in [[Argentina]] tra le file del [[Platense]], quindi nel [[1933]] approdò nella [[Serie A]] italiana, ingaggiato dal {{Calcio Livorno|N}}; l'anno successivo venne raggiunto dal fratello [[Antonio Ferrara|Antonio]]. Nel [[1936]] si ricongiunse con quest'ultimo al {{Calcio Napoli|N}}, quindi l'anno seguente si trasferirono entrambi all'[[Ambrosiana-Inter]]. {{cn|A gennaio, con la squadra in testa alla classifica, decide di tornare in Argentina offeso per alcune critiche ricevute sulla Gazzetta Sportiva.}} Rifugiatosi a Livorno presso il suo ex compagno di squadra [[Ulisse Uslenghi]] ed intenzionato a tornare in Argentina; dopo aver cambiato idea, tornò a Milano per discutere con il presidente dei nerazzurri<ref>[http://dlib.coninet.it/bookreader.php?&c=1&f=1842&p=7#page/8/mode/1up Il Calcio Illustrato, 23 febbraio 1938, pagina 8 ] coninet.it</ref>. Si ritirò nel [[1940]] dopo aver giocato con lo Sportivo Acassuso.<ref name=esta31>{{Cita web|lingua=es|url=http://www.estadisticasfutbolargentino.com/Estadisticas_1931.pdf|titolo=Liga Argentina de Football - 1<sup>a</sup> División - 1931|autore=Luis Colussi; Carlos Guris; Víctor Kurhy|editore=estadisticasfutbolargentino.com|accesso=2 gennaio 2012|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20131224110351/http://www.estadisticasfutbolargentino.com/Estadisticas_1931.pdf|dataarchivio=24 dicembre 2013}}</ref>Un intero capitolo è dedicato a lui e a suo fratello da Angelomauro Calza nel libro "Tra santi e mandarini ci sta pure uno zebù", ed.Magister.
 
==Palmarès==
Utente anonimo