Nicolò Fieschi: differenze tra le versioni

Con il favore del Vicario in [[Toscana]] di re [[Carlo I d'Angiò]], intorno alla metà del [[XIII secolo]], con varie acquisizioni arrivò quindi a crearsi un vasto dominio personale con capitale alla [[La Spezia|Spezia]]. Qui, nel [[1252]], si fece costruire un palazzo sulla collina del Poggio e successivamente un [[Castello San Giorgio|castello]].
<br>Oltre alla Spezia e il suo approdo, il suo dominio giunse a comprendere i borghi di [[Levanto]], [[Varese Ligure|Varese]], [[Brugnato]] e la [[Val di Vara]], [[Sarzana]], [[Pontremoli]] e la [[Lunigiana]].
<br>Questa politica espansiva lo pose in contrasto con [[Guglielmo di Luni|Guglielmo]], [[Vescovo-Conte]] di [[Luni]], che rivendicava il possesso di alcune di queste stesse terre.
 
<br>Questa politica espansiva lo pose in contrasto con [[Guglielmo di Luni|Guglielmo]], [[Vescovo-Conte]] di [[Luni]], che rivendicava il possesso di alcune di queste stesse terre.
<br>Ma soprattutto Nicolò, con la sua Signoria guelfa, contrastava pericolosamente l'espansione della [[Repubblica di Genova]] verso l'intero Levante ligure. Dopo la presa del potere della parte ghibellina nella Repubblica nel 1270, il nuovo governo genovese decise quindi d'inviargli contro una spedizione al comando di [[Oberto Doria]] che, conquistata La Spezia nel [[1273]], pose fine alla ventennale signoria del Fieschi e al suo sogno di disporre di un proprio regno.
 
Qualche anno più tardi, nel [[1276]], Nicolò dovette vendere alla Repubblica genovese i suoi possedimenti. In particolare nello spezzino cedette i diritti che aveva a [[Porto Venere]] e [[Marola]] e in diverse altre località, tra cui i castelli di [[Carpena]] e [[Manarola]], i luoghi di [[Volastra]], Montenegro, Calcinagola, Casciano, Cerroco, [[Biassa]], [[Fabiano]], Poggio, Pegazzano, Montale, Debio.
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