Differenze tra le versioni di "Filonardi (famiglia)"

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{{W|storia di famiglia|novembre 2019}}
[[File:Monumento funebre card Ennio Filonardi - Boville.jpg|miniatura|Monumento sepolcrale del cardinale [[Ennio Filonardi]] (1550), sito nella chiesa di San Michele Arcangelo di Boville Ernica.]]
[[File:FILONARDI ENNIO bo.jpg|thumbminiatura|upright=0.8|Stemma:Inquartato, nel primo e quarto partito, d'oro all'aquila imperiale uscente dalla partizione, d'azzurro a due pali d'oro; nel secondo e nel terzo di rosso alla quercia d'oro con i rami passati in doppia croce di Sant'Andrea; sormontato dalla croce e galero cardinalizio.]]
[[File:FILONARDI ENNIO (+1549) pol.jpg|thumbminiatura|upright=0.8|Ritratto del cardinale Ennio Filonardi.]]
Quella dei '''Filonardi''' è una famiglia nobile romana con il titolo di [[marchese]], originaria di Bauco (poi [[Boville Ernica]]) diocesi di [[Veroli]] e presente a [[Roma]] intorno al [[1440]] con Bartolomeo<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Teodoro Amayden.: Famiglie Romane, vol. I, voce Filonardi, vedi nota, pp. 339-400, Roma.}}</ref>.
 
== Storia ==
Nel [[1746]] la famiglia Filonardi rientrò nell'elenco delle 60 famiglie patrizie coscritte romane inserite nel libro d'oro del [[Campidoglio]], in virtù della Bolla ([[Urbem Romam]]) emanata da [[Papa Benedetto XIV]], come Patrizi coscritti romani, conservata tra le nobili famiglie di [[Roma]] e quelle di [[Ferentino]]<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Libro D'Oro Del Campidoglio, Roma 1893, vol. I, p. 17 e p.160.}}</ref>. Quindi patrizi coscritti romani, patrizi di [[Veroli]], di [[Ferentino]], di [[Frosinone]] e [[Anagni]].
 
I tre rami della famiglia hanno come capostipiti Domenico, Marco Tullio e Saturno.
 
=== Ramo di Domenico ===
 
* Domenico, figlio di Vellio, fratello di Giacomo e del cardinale Ennio, nacque a Bauco, si trasferì ad Isola Liri dove sposò Francesca [[Casalvieri]]. Nel 1545 risultava abitante in [[Ferentino]], come si evince da un rogito notarile, assieme a sua moglie Francesca Casalvieri, da cui nacque Giovanni.
* Filippo, figlio di Giovanni e Angela, sposò Francesca de' Crescenzi da cui nacque Paolo Emilio.
 
* Paolo Emilio, figlio di Filippo e Francesca de' Crescenzi, nacque a Bauco nel 1515, era pronipote del cardinale [[Ennio Filonardi|Ennio I]]. Paolo Emilio divenne un personaggio di rilievo; a soli 20 anni fu scrittore apostolico della [[Biblioteca apostolica vaticana|biblioteca Vaticana]] e funzionario della segreteria dei [[Breve apostolico|Brevi Apostolici]]. L'ufficio di scrittore apostolico comportava la conoscenza almeno del [[diritto canonico]] si deve presumere che Paolo Emilio Filonardi, data la sua giovane età, doveva aver finito gli studi universitari da poco tempo. Paolo Emilio lo troviamo anche nell'elenco dei Tesorieri Generale di [[Campagna e Marittima|Marittima e Campagna]], sede questa posta a Ferentino, quindi per motivo di interessi Paolo Emilio, pose casa anche a Ferentino, facendo costruire nel 1550 il palazzo Filonardi, in parrocchia di San Valentino, sito all'incrocio di via Consolare e via Roma e confinante con il palazzo [[Tibaldeschi (famiglia)|Tibaldeschi]]. Il palazzo Filonardi, durante la [[seconda guerra mondiale]], fu bombardato e in gran parte distrutto, ricostruito dagli attuali proprietari (Scala-De Simone). Paolo Emilio fu anche segretario particolare del cardinale Gian Pietro Carafa, futuro [[Papa Paolo IV]]. Con Paolo Emilio, la presenza dei Filonardi di Bauco a Ferentino è massiccia, ciò si rileva dai molti rogiti notarili stipulati dal 1529 al 1600<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Archivio Storico Comunale e Notarile di Ferentino, Fondo notarile, vedi rubricella anno 1500-1600, lettera F. (famiglia Filonardi).}}</ref>. Il 27 ottobre 1577, Paolo Emilio, acquista i diritti della cappella intitolata a San [[Michele Arcangelo]] posta nella chiesa di San Valentino, così dal rogito: "''Il magnifico Paolo Fillonardi, avendo acquistato i diritti della cappella di S. Michele Arcangelo dai signori Conti, riceve dal vescovo [[Aurelio Tibaldeschi]] la conferma di Tale diritto. Il signor don Flaminio Filonardi a nome del padre accetta tale cappellania e nel medesimo tempo dona ad essa una terra lavorativa, posta nel territorio di Ferentino, nella contrata detta Labrofico, della capacità di tre quarte"''<ref>{{Cita pubblicazione|autore=AStF.: Fondo notarile, notaio G.N. Conti, prot. III, 1602-1606 (565) f. 135 r. atto rogato il 27 ottobre 1577.}}</ref>. Paolo Emilio sposò Antonina Ferro di Bauco (sorella di Pietro Ferro, canonico della cattedrale di Ferentino<ref>{{Cita pubblicazione|autore=A.S.Fr., Fondo notarli di Bauco, not. Nicola Nobili, fald. 4, prot., f. 3 r- 5. atto rogato il 14 marzo 1557}}</ref>), dall'unione nacquero Scipione, Cinzia, e [[Flaminio Filonardi|Flaminio]], vescovo di Aquino (1579-1608). Questi nacque a Bauco il 13 dicembre 1541, divenne in giovane età storico e scrittore della [[Biblioteca apostolica vaticana|Biblioteca Vaticana]]. Altri figli di Paolo Emilio e Antonina Ferro furono: Germanico, Porzia, e Marcello, nato a Bauco nel 1550, assessore e Procuratore fiscale della S. Congregazione del [[Congregazione per la dottrina della fede|Sant' Uffizio]]. Tra il 1594 e il 1600 condannò [[Tommaso Campanella]] e [[Giordano Bruno]]. Secondo alcuni storici Marcello fu vero amico del Papa [[Papa Paolo V]], e da [[Canonico di San Pietro in Vaticano|Canonico]] di San Pietro in Roma, dal 1604, riuscì a far ottenere a tutti i suoi nipoti dignità ecclesiastiche e onori civili. Al momento di morire (1614), chiamò a sé i suoi nipoti ricordò loro tutti i beni ricevuti dalla famiglia [[Borghese (famiglia)|Borghese]] e lasciò tre moniti "''timorem Dei, pacem cum omnibus et inter ipsos cordiam''"<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Fabrizio Turriziani Colonna.: Stato Pontificio e Classe Dirigente nel Capoluogo di Campagna e Marittima, pp. 44-45.}}</ref>.
 
* Scipione, figlio di Paolo Emilio e Antonina Ferro, sposò Brigida Ambrosi nobildonna di Anagni da cui nacquero: Cinzio, [[Filippo Filonardi (cardinale)|Filippo I]], cardinale col titolo di santa Maria del Popolo (1614-1622); [[Mario Filonardi|Mario]], assessore al sant'Uffizio, arcivescovo di [[Avignone]], nunzio in Polonia (1624-1644); Cesare, canonico di san Pietro; [[Paolo Emilio Filonardi|Paolo Emilio]], assessore al sant'Uffizio, arcivescovo di Amalfi, nunzio nel Regno di Napoli (1616-1624); [[Alessandro Filonardi|Alessandro]], vescovo di Aquino (1615-1645); Francesca, sposò il conte Giulio Bussi di [[Viterbo]] (zio del cardinale [[Giovanni Battista Bussi (1656-1726)|Giovanni Battista Bussi]]).
* Scipione, figlio di Cinzio e Olimpia Alberici, nacque a Roma nel 1723 e ivi morì nel 1786. Divenne Governatore delle Armi di [[Campagna e Marittima|Marittima e Campagna]] e nel 1752 figura nell'elenco dei Sindaci di Roma. Rientrò anche nell'elenco dei Nobili coscritti romani, elenco limitato solo a sessanta famiglie Romane. Sposò la nobildonna romana Costanza Gittifredi da cui nacque [[Filippo Filonardi (arcivescovo)|Filippo]] arcivescovo di [[Atene]] e [[Elemosiniere]] di Sua Santità [[Papa Leone XII]] (1823- 1826), [[Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio|arcivescovo di Ferrara]] e [[assistente al Soglio Pontificio]] (1826-1834). Con la morte del marchese Filippo Filonardi arcivescovo di Ferrara, avvenuta nel 1834, si estinse il ramo di Domenico.
 
=== Ramo di Saturno ===
* Saturno, figlio di Giacomo e Anna [[Colonna (famiglia)|Colonna]], nacque a Bauco e sposò Lucrezia Palmisani, da cui nacquero Silvio, che sposò Cinzia Filonardi (figlia di Paolo Emilio e Antonina Ferro del ramo di Domenico); Vellio e Filippo.
 
* Mario, figlio di Giacomo e della principessa Anna Lucilla [[Colonna (famiglia)|Colonna]], figlia di Marco, sposò Felice Colonna; questi non ebbero prole, quindi con la morte di Mario avvenuta nel 1677 cessò il ramo di Saturno. Il ramo di Marco Tullio, andò a sostituire il ramo di Saturno estintosi nel 1677 ([[Fedecommesso|fidecommesso]] famiglia Filonardi). Fin dai tempi del cardinale Ennio si stabilì in Veroli, nel palazzo di famiglia, Marco Tullio Filonardi suo nipote che per testamento del porporato ereditò ogni cosa per essersi estinto il ramo detto di Saturno Filonardi di Bauco<ref>{{Cita pubblicazione|autore=G. Moroni.: Dizionario di Erudizione, vol. XCIV, pp.77-78, Venezia 1859}}</ref>.
 
=== Ramo di Marco Tullio ===
* Marco Tullio, figlio di Giacomo, nacque a Bauco, nel 1490, fu fratello di [[Antonio Filonardi|Antonio]] vescovo di Veroli e di Saturno, si trasferì a Veroli nel palazzo di famiglia. Ebbe i figli: Giovanni Maria; Fulvio [[abate commendatario]] di [[Abbazia di Casamari|Casamari]] e Marco Antonio, i quali divennero i capostipiti dei due rami della famiglia Filonardi di Veroli; il ramo di Giovanni Maria e il ramo di Marco Antonio. Qello di Giovanni Maria si estinse nella metà del XVIII secolo con Alfonzo Filonardi, sposato con Giovanna Melloni, da cui nacquero: Teresa, Demetria e Gregoria. Teresa sposò Giulio Cesare Filonardi (figlio di Pietro Emilio della line di Marco Antonio), Demetria sposò il marchese Campanari di Veroli e Gregoria sposò il conte Lucio de' Angelis di Bauco. Il ramo di Marco Antonio (figlio di Marco Tullio), è tuttora presente.
 
* Giulio Cesare, figlio di Pietro Emilio e Ursola Sabbellico, nacque a Veroli nel 1665, sposò Teresa (figlia di Alfonzo Filonardi del ramo di Giovanni Maria, e di Giovanna Melloni) da cui: Giuseppe, Giovan Battista, Filippo, Domenico, Francesco, Paolo Emilio. Da una sentenza rotale del 1710 veniamo a sapere che Giulio Cesare divenne l'erede sostituto del fu cardinale Ennio Filonardi ([[Fedecommesso|fidecommesso]] famiglia Filonardi).
 
=== Ramo Filonardi Tibaldeschi di Ferentino ===
* Francesco (figlio del marchese Giulio Cesare e Teresa), nacque a Veroli nel 1701, sposò nel 1730 la nobildonna Nicolina Ercoli Tibaldeschi (figlia dell'avvocato concistoriale Girolamo Ercoli e Attilia Tibaldeschi, ultima erede dell'antichissimo casato dei Tibaldeschi). Francesco si trasferì a Ferentino, nel 1763 divenne capo conservatore del consiglio comunale<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Fondo Preunitario, Registro del consiglio comunale di Ferentino, anno 1760, atto consigliare del 24 aprile 1763, p. 45}}</ref>. Dal matrimonio tra Francesco e Nicolina nacque: Girolamo, nato a Ferentino nel 1739, il quale secondo la disposizione testamentaria di sua nonna materna Attilia Tibaldeschi, ultima erede dell'antichissimo casato dei Tibaldedschi, volle che il suo unico nipote Girolamo e sua madre Nicolina, fossero gli eredi universali delle tradizioni e beni della famiglia Tibaldeschi, quindi gl'impose di unire al proprio cognome quello dei [[Tibaldeschi (famiglia)|Tibaldeschi]] divenendo (Filonardi Tibaldeschi)<ref>{{Cita pubblicazione|autore=AStF.: Testamento di Attilia Tibaldeschi, Fondo notarile, not. Giovanni Squanquarilli, prot. 1753-1755 (239) ff. 20 v.-26 v.}}</ref>. Francesco morì nel 1783, e venne tumulato nella cappella gentilizia della famigli Tibaldeschi, posta nella chiesa di San Francesco di Ferentino.
 
:Danilo Filonardi Tibaldeschi sposa Sara D'Agostini nel 2002, nata a Ferentino nel 1975 (figlia di Ambrogio), da cui: Paolo Emilio Filonardi Tibaldeschi, nato ad Anagni il 12 giugno 2005; Elisabetta Filonardi Tibaldeschi, nata a Frosinone il 10 febbraio 2010.<ref>{{Cita pubblicazione|autore=Pietro Filonardi Tibaldeschi|titolo=Origini della Nobile Famiglia Tibaldeschi|rivista=Teretum (Accademia Teretina)|volume=Anno XX VI|numero=n. 1 Frosinone 2016}}</ref>
 
=== Stemma Filonardi ===
Per quando riguarda lo stemma esso può definirsi la sintesi figurativa delle opere compiute dal cardinale [[Ennio Filonardi]] al servizio di ben otto papi e imperatori. Oltre alle armi della sua famiglia, tre fili azzurri in campo d'oro, ebbe da [[Papa Giulio II|Giulio II]] la possibilità di inquartare le armi dei "Della Rovere" la quercia d'oro in campo rosso; dall'imperatore [[Massimiliano I d'Asburgo|Massimiliano I]] ebbe la concessione di accollare ed inquartare l'[[aquila bicipite]] imperiale nello stemma Filonardi<ref>{{Cita pubblicazione|autore=PH. Rondinini.: Monasteri Sanctae Maria et S. Johannes et Pauli de Casaemario brevis historia Romae 1707 p. 110: «Maximilianus Caesar amplissimum ei privilegium dono misit Augustae Windelicorum datum vicesima Decembris anni millesimi quingentesimi decimitertii, quo Ennii familiam, ingenium, doctrinam, & mores summopere commendat, eique facultatem facis spurios & nothos in ingenuos adoptandi, laurea doctorali ornandi, equites auratos, & notaris creandi, aquilam Caesarem in familiae stemmate erigendi, aliaque id genus plurima concedit, unde fatis suum in Ennium amorem & existimationem Imperiali diplomate ostenditm»}}</ref> concessagli per sé e successori, oltre al titolo di marchese per sé e successori, con diploma dato il 20 dicembre 1513 in [[Asburgo d'Austria|Asburgo]]. Infine dopo la nomina a cardinale da parte di [[Papa Paolo III|Paolo III]], però per sé solo, poté porre sul capo del suo stemma le armi Farnese, d'azzurro a sei gigli d'oro.
 
== Note ==
<references/>
 
{{Portale|Roma|storia di famiglia}}
 
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