Differenze tra le versioni di "Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Ospedaletto Lodigiano)"

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{{Edificio religioso
|DedicatoA = [[Santi Pietro e Paolo]]
La '''chiesa dei Santi Pietro e Paolo''' o '''abbazia dei Gerolamini''' è la [[parrocchia]]le di [[Ospedaletto Lodigiano]], in [[Provincia di Lodi|provincia]] e [[diocesi di Lodi]]; fa parte del [[Parrocchie della diocesi di Lodi#Vicariato di Casalpusterlengo|vicariato di Casalpusterlengo]].<ref>{{cita|Abbazia}}.</ref>
 
== Storia ==
Le prime citazioni di una chiesa ad Ospedaletto risalgono al [[XII secolo]]; è documentata la presenza di un piccolo ospedale con annessa un piccolo edificio di culto posto sulla [[via Francigena]], che era luogo di ristoro dei viandanti e pellegrini in viaggio verso la città santa di Gerusalemme e di Roma<ref name=lbc>{{cita web|url=http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/6100100/?view=toponimi&hid=0|titolo=Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo apostoli}}</ref>.
<br>L'edificio ebbe una completa ricostruzione e ampliamento nel 1350 voluto dal conte Giovanni Baldi di Milano che deteneva il giuspatronato e che desiderava affidare la gestione dei locali a un gruppo monastico per poter così dare ospitalità a nobili prelati anziani e malati. Fu il vescovo di Lodi incaricato a scegliere quale ordine monastico doveva insediarsi nel monastero. Solo il 12 ottobre 1442 i locali ospitarono i monaci [[Gerolimini|Gerolimini dell'Osservanza]] che erano un gruppo guidato da Lope da Olmedo i soli ad accettare di vivere in un ambiente che giaceva in uno stato gravemente decadente<ref>Lope de Olmedo voleva che la comunità monastica tornasse a vivere una vita più sobria secondo l'insegnamento di san Gerolamo.</ref><ref name="Storia">{{cita web|url=https://www.parrocchiaospedalettolodigiano.it/storia-della-chiesa/|titolo=Storia di della chiesa di Ospitaletto Lodigiano|editore=Parrocchia di Ospedaletto Lodigiano|accesso=4 dicembre 2019}}</ref>.<ref name="Jean35">{{cita|Jean|p 35}}.</ref>
 
Verso l'inizio del Quattrocento l'ospedale fu soppresso e i frati istituirono l'abbazia, anche questa annessa alla chiesa di San Pietro con l'aiuto economico dello stesso Baldi<ref name=lbc/><ref name=ghirlo>{{cita web|url=http://www.ilghirlo.it/Guide-Itinerari-Turistici-Il-Ghirlo-Territorio-Ospedaletto-Lodigiano.htm|titolo=Abbazia dei Santi Pietro e Paolo}}</ref>. I lavori di costruzione della nuova chiesa iniziarono nel [[1455]].<ref name=architettura>{{cita web|url=http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO620-00046/|titolo=Chiesa dei SS. Pietro e Paolo}}</ref>.
 
Il territorio fu luogo di guerre durante la Repubblica Ambrosiana che causano la devastazione della chiesa e del monastero tanto che una bolla del papa [[papa Callisto III]] del 1455 denuncia la situazione gravemente danneggiata dell'edificio che non dava nessuna rendita ma che era diventato ricovero per i soldati. Venne chiesto ai monaci se volessero dislocare la loro dimora, ma questi desistettero ottenendo un contributo di 800 ducati per la riedificazione<ref name="Jean35"/> Con la morte dello spagnolo fondatore dell'ordine dei Gerolamini e del suo successore Giovanni da Robles e il subentro di ''Costanzo Cazzaniga'' i [[Capitolo (cristianesimo)|Capitoli]] principali furono tenuti in Italia particolarmente sul territorio lombardo e un interessamento di [[Bianca Maria Visconti]], in particolare per la [[Chiesa di San Sigismondo (Cremona)|chiesa di San Sigismondo]] a [[Cremona]], ma dando un contributo anche per questa di Ospedaletto Lodigiano, facendosi ritrarre a memoria della sua donazione sul ''Codice''.<ref>{{cita|Jean|p 36}}.</ref> La chiesa fu consacrata nel 1470 dal vescovo di Brescia [[Giovanni Stefano Bottigella]]
<br>In data 4 settembre [[1516]] venne lasciata dai signorotti Balbi al monastero un'ingente somma di denaro affinché la chiesa divenisse parrocchiale<ref name=lbc/>. Nel 1518 fu edificata la casa del priore, che ricevette la visita del cardinale [[Luigi d'Aragona]] e dal 1521 la chiesa di San Pietro divenne sede dell'abate generale diventando così la sede generale dell'ordine. Il monastero fu costruito tra il 1563 e il 1566 con una spesa di 780 scudi, ed essendo claustrale era completamente circondato da mura con tre ingressi, uno per la chiesa, uno per il bestiame e il terzo per la zona della campagna. Centrale il grande chiostro. Le documentazioni testimoniano l'ampiezza del monastero che si presentava in misura superiore agli altri conventi presenti sul territorio<ref>Il monastero era composto da 58 celle, 10 stanze per i forestieri al piano terra e 9 per la servitù oltre al refettorio, la Sala del Capitolo, la foresteria, l'infermeria, la scuola, la cucina, la dispensa, le cantine, il torchio, il “prestino” (la panetteria), le carceri, la stalla, il granaio, la lavanderia e «altre officine
bisognevoli». Il Noviziato è una costruzione indipendente, con un grande dormitorio al primo piano raggiungibile dal Convento. Vi sono 14 stanze per i novizi e per il loro maestro, una stanza con camino, un oratorio, una «camera per la Scola» e altre due per il deposito della legna e per il «governo delli panni del medesimo Noviziato»{{cita|Jean|p 38}}.</ref>
<br>Da un documento del [[1584]] riguardante la riorganizzazione territoriale della diocesi effettuata dopo il [[Concilio di Trento]] s'apprende che la chiesa aveva il titolo di ''priorato''<ref name=lbc/>, periodo in cui iniziò la decorazione dell'aula come registra il documento della benedizione del nuovo coro dal vescovo [[Francesco Bossi (vescovo)|Francesco Bossi]], decori che doveva esser terminati nel 1600 quando fu posta la pala ''Madonna ai piedi della croce'' realizzata dal [[Andrea Mainardi (pittore)|Chiavechino]].<ref>{{cita|Abbazia|p. 59}}.</ref>
 
La parrocchiale venne riconsacrata il 26 luglio 1599 dal [[vescovo di Cremona]] [[Cesare Speciano]]<ref name=lbc/>. Grazie ad uno scritto del [[1619]] si conosce la chiesa era compresa nel vicariato di San Colombano al Lambro, per poi passare in [[XVII secolo|quel secolo]] al vicariato di Borghetto, come testimoniato da un documento del [[1690]]<ref name=lbc/>.
 
Il [[XVII secolo]] fu quello più importante per il monastero e la chiesa, molte furono infatti le commissioni per gli arredi sacri e contava la presenza di ben ottanta monaci.<ref name="Storia"/> Nel [[1690]] i parrocchiani erano 967, saliti a 1344 nel [[1779]] e scesi a 1277 nel [[1786]]<ref name=lbc/>. Nel frattempo, nel [[1766]] era stato rifatto il pavimento<ref name=architettura/>.
 
Alla fine del [[XVIII secolo]] il monastero fu abbandonato in seguito alla soppressione dell'[[Ordine di San Girolamo]] avvenuta il 24 giugno [[1797]]<ref name=lbc/><ref name=ghirlo/>. Gli arredi furono venduti a Luigi Giambattista Chevilly di Marsiglia, e alcuni locali furono demoliti o diventati cascine. Presso il convento fu costruito l'arco di trionfo dedicato alla vittoria di Lodi di Napoleone usando le colonne dell'antico porticato aperto sul sagrato.<ref name="Storia"/> Nel [[XIX secolo]] la chiesa fu aggregata al vicariato di Brembo, salvo poi entrare a far parte di quello di Somaglia, come attestato da un documento del [[1910]]<ref name=lbc/>; nella seconda metà del [[XX secolo|Novecento]] passò al vicariato di [[Casalpusterlengo]].<ref name=lbc/>
 
== Descrizione ==
[[File:Ospedaletto Lod abbazia parco.JPG|sinistra|thumbminiatura|Ospedaletto Lod abbazia parco]]
La chiesa ha subito molte variazioni dalla sua originaria costruzione. Le modifiche nella decorazione del [[XVIII secolo]] sono di notevole valore artistico e sono state realizzate da tre artisti che avevano lavorato con [[Bernardino Campi]] e con lui avevano lavorato alla decorazione della chiesa cremonese di [[Chiesa di San Sigismondo (Cremona)|chiesa di San Sigismondo]] subendone lo stile e riproponendone alcuni decori, proprio questo ha fatto considerare nel tempo di qualità inferiore, anziché considerare lo sviluppo artistico che i pittori avevano raggiunto.<ref>{{cita|Abazia|p.61}}.</ref>
=== Esterno ===
La chiesa si presenta con la facciata a capanna con due contrafforti che la demarcano, aventi archetti pensili in cotto, tipico esempio di architettura viscontea [[Francesco Solari|solariana]],<ref>{{cita|Jean|p- 42}}.</ref>- Alcune parti di affresco ancora visibile indicherebbero questa come la prima parte edificata dell'intero complesso. Le parti laterali della chiesa sono coronati da modiglioni ad S, tipici dell'architettura lombarda del tardo Quattrocento. La facciata è preceduta da un porticato risalente al [[XVIII secolo]] a tre arcate che sorregge la balconata ornata da balaustra. La parte superiore ha una trifora con aperture laterali trabeate mentre ad arco l'apertura centrale. Questa parte conserva un affresco a ''tromp.l'oeil''avente quadrature e false architetture eseguito da [[Giuseppe Natali]].<ref>{{cita web|url=http://www.comune.ospedalettolodigiano.lo.it/NewsDettaglio.php?id=231|titolo=Chiesa abbaziale dei Ss. Pietro e Paolo|editore=Comune di Ospedaletto Lodigiano|accesso=6 dicembre 2019}}.</ref>
<br>La facciata originaria era molto più semplice di quella realizzata con la nuova ricosstruzione, serve considerare che l'ordine dei Geromini era claustrale e quindi di un certo rigore. Gli affreschi del porticato con i due finti ingressi aventi la parte superiore dipinta con le immagini dei santi Paola Romana e Girolamo, sarebbero opere settecentesche attribuite a [[Felice Biella]].<ref name="Artenellachiesa">{{cita web|url=https://www.parrocchiaospedalettolodigiano.it/arte-nella-chiesa/|titolo=Arte nella chiesa|editore=Parrocchia santi Pietro e Paolo|accesso=6 dicembre 2019}}.</ref>
 
* La ''cappella della Vergine del Santo Rosario'', la prima entrando a sinistra, ha decorazioni con soggetto paesaggistico, l'autore sarebbe da identificare in [[Felice Biella]], già presente per lavori eseguiti sulla facciata, che era un quadraturista attivo nel Settecento di origine lombarda.<ref>{{cita web|url=https://www.santuariodivicoforte.it/arte/felice-biella-quadraturista-lombardo/|titolo=Felice Biella quadraturista lombardo|editore=Santuario di Vicoforte|accesso=7 dicembre 2019}}-</ref> L'altare è in marmo e la cappella è arredata da otto cornici in stucco dorato risalenti al restauro ottocentesco che propongono simbologia mariana. Questa era la sola gestita dal parroco mentre le altre erano gestite dai monaci gerolimini. La cappella era stata consacrata il 12 gennaio 1578 con un rifacimento nel [[XVIII secolo]]. La cappella si presenta in forma diversa nei suoi ornamenti.<ref>{{cita testo|titolo=Nota dei restauri abbellimenti e degli oggetti nuovi provveduti nella chiesa parrocchiale di Ospedaletto Lodigiano ad opera del parroco Carlo Uggè dell'anno 1896 n. LII 1884, Cappella della Madonna del Rosario|editore=Archivio parrocchiale di Ospedaletto Lodigiano}}.</ref>
* La ''cappella delle sante Cecilia e Caterina'' seconda sul lato sinistro, presenta una serie di affreschi realizzati dal [[Andrea Mainardi (pittore)|Chiaveghino]]. Questi aveva lavorato con [[Bernardino Campi]] nella realizzazione della [[Sante Cecilia e Caterina d'Alessandria (Chiaveghino)|pala]] dedicata alle sante per la [[Chiesa di San Sigismondo (Cremona)|chiesa di San Sigismondo]], ripropose quindi il soggetto modificando e sviluppando maggiormente lo sfondo con soggetti a natura morta musicale. La cappella è adornata con immagini di carattere grottesco nel sottarco dove sono dipinti gli atti del martirio delle due sante.<ref name="Artenellachiesa"/>
* La ''cappella dedicata ai due santi protettori Agostino e Girolamo'' terza a sinistra, è ornata dalla pala di [[Luca Cattapane]]: ''Santi Gerolamo e Agostino''. Questi era stato allievo del Campi fece quindi una copia della pala del maestro presente sempre nella chiesa cremonese, invertendo però la disposizione dei due soggetti e ponendo al centro un angioletto che sorregge il pastorale.
* La ''cappella di Sant'Antonio da Padova'' è la prima sul lato destro, era in precedenza dedicata ai santi Alessio e Fermo, ma la pala d'altare che li vedeva raffigurati opera del Cottapane, venne rimossa, forse perché troppo ammalorata, e sostituita nel 1858 con una statua lignea raffigurante sant'Antonio con angeli e le diverse simbologie riconducibili al santo portoghese.<ref name="Artenellachiesa"/>
* L'aula prosegue sul lato destro con la ''cappella del Crocifisso''. La pala fu realizzata dal nipote del Chiavighino [[Marcantonio Mainardi]], e raffigura'' Maddalena che abbraccia la croce con il Cristo morto''. La scena ha colori scuri, il cielo tempestoso sovrasta la croce, la composizione riporta a lavori d'ambito fiammingo. La donna posta ai piedi della croce, ha vicino la raffigurazione del vaso degli oli che la simboleggia, e accanto gli attrezzi del martirio. I riquadri della cappella sono stati affrescati a più mani: attribuito al Cattapane ''Orazione di Cristo nell'orto degli ulivi'', al Marcantonio il ''Gesù processato da Caifa e inchiodato alla croce'' e al Chiaveghino la ''salita al monte Calvario'' e l'''Ecce Homo''.<ref name="Artenellachiesa"/>
* la terza cappella a destra è dedicata ai ''santi Antonio abate e Savino'', le cui affrescature sono state realizzate dal Chiavighino mentre la pala d'altare che raffigurava i due santi è stata sostituita da una ''Via Crucis'' dopo il furto della tela. Nei riquadri sono dipinte le storie dei due santi.<ref name="Artenellachiesa"/>
 
Il soffitto del coro presenta nella parte centrale, l'affresco della prima metà del Settecento realizzato dal candese [[Mattia Bortoloni]] raffigurante l'[[Assunzione di Maria]]. In una cornice dorata con putti e angeli la Vergine, posta sopra una nuvola dalle sfumature grige e rosa, ascende al cielo. La Madonna alza lo sguardo d'intensa gioia, illuminata dalla luce celeste, così come è gioioso il volto degli angeli, di cui uno abbassa lo sguardo verso i fedeli coinvolgendoli. La pittura caratterizzata dalle sfumature di colore che dal rosa delle nuvole passano al rosso e blu intensi dell'abito di Maria.<ref name="Artenellachiesa"/>
 
== Note ==
<references/>
== Bibliografia ==
* [[Chiesa di San Sigismondo (Cremona)]]
* [[Bianca Maria Visconti]]
* [[Ordine di San Girolamo]]
* [[Andrea Mainardi (pittore)]]
* [[Sante Cecilia e Caterina d'Alessandria (Chiaveghino)]]
 
== Altri progetti ==
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== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|url=https://www.parrocchiaospedalettolodigiano.it|titolo=Parrocchia di Ospedaletto Lodigiano|accesso=2 dicembre 2019}}
* {{cita web|url=http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/T0010-00212/?view=autori&offset=0&hid=37776&sort=sort_int|titolo=Santa Cecilia e santa Caterina||editore=lombardia Beni Culturali}}
{{Portale|architettura|cattolicesimo|Lombardia}}
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