Differenze tra le versioni di "Cardinale"

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Il '''cardinale''' (titolo formale completo è '''cardinale di Santa Romana Chiesa''')<ref name="cic"/> nella [[Chiesa cattolica]] è un [[prelato]], designato dal [[papa]] cui è immediatamente sottostante nella [[gerarchia cattolica]], in accordo col [[codice di diritto canonico]] è un suo diretto collaboratore<ref name="cic">Così la dicitura nel [http://www.vatican.va/archive/ITA0276/__P19.HTM Can. 349] [[Codice di Diritto Canonico|CIC]]. Esiste tuttavia la consuetudine dei cardinali patriarchi orientali di chiamarsi ''Sanctae Ecclesiae Cardinalis'' (cfr. Klaus Ganzer, Kardinäle als Kirchenfürsten?: Stimmen der Zeit 2011, Nr. 5, S. 313-323), probabilmente basata sul fatto che non fanno parte del clero romano (Paolo VI, ''Ad Purpuratorum Patrum Collegium'', 11 febbraio 1965)</ref>. Questa collaborazione si esercita nel ricoprire i più importanti incarichi nella [[Curia romana]] (presidenza di organi o dicasteri) oppure come vescovi delle diocesi importanti nel mondo, considerate ''cardinalizie'' per importanza o tradizione ecclesiale.
 
Ai cardinali, dopo la morte o la [[rinuncia all'ufficio di romano pontefice|rinuncia]] del pontefice, compete inoltre l'elezione del nuovo vescovo di Roma in un'assemblea detta [[conclave]]. Di norma il papa viene scelto tra gli stessi cardinali ma può essere selezionato un uomo celibe e battezzato anche all'esterno del collegio cardinalizio, sebbene ciò avvenga molto di rado.<ref> L'ultima volta risale al 1271, con l'elezione al soglio pontificio di [[papa Gregorio X]]). Ma questo avvenne in circostanze particolari, dopo oltre mille giorni di sede vacante e con i cardinali elettori chiusi a chiave (cum clave) nel palazzo di Viterbo. Si tratta del primo "conclave" della storia.</ref>
 
Secondo il [[Catechismo della Chiesa Cattolica|CCC]] (n. 1536), il [[Ordine sacro|sacramento del ministero apostolico]] ''comporta tre gradi'': episcopato, presbiterato, diaconato<ref>{{cita web|url= http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p2s2c3a6_it.htm|titolo= La celebrazione del ministero cristiano|urlarchivio= https://web.archive.org/web/20110313034222/http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p2s2c3a6_it.htm|dataarchivio= 13 marzo 2011|urlmorto= sì|accesso= 12 luglio 2011}}</ref>. La dignità cardinalizia non è quindi un ministero ordinato (non è mai esistito un [[ordine sacro|sacramento]] per la dignità e ufficio del cardinale) e non rientra nella struttura gerarchica "di diritto divino" (quella che la Chiesa ritiene essere stata istituita direttamente da [[Gesù Cristo]]). Tuttavia dal [[1962]], ovvero dal [[motu proprio]] ''Cum Gravissima'' di [[papa Giovanni XXIII]], tutti i cardinali devono essere per regola ordinati [[vescovi]]. Di fatto, però, [[papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]], [[papa Benedetto XVI|Benedetto XVI]] e [[papa Francesco|Francesco]] hanno nominato cardinali alcuni sacerdoti ultraottantenni (e quindi senza diritto di voto in conclave) pur senza elevarli alla dignità episcopale<ref>Per esempio, [[Domenico Bartolucci]], [[Yves Congar]], [[Henri-Marie de Lubac]], [[Albert Vanhoye]], [[Ernest Simoni]] e [[Roberto Tucci]] (quest'ultimo in realtà fu nominato cardinale due mesi prima dell'80º compleanno e fu quindi, anche se poco tempo, elettore pur non essendo vescovo).</ref>.
 
Il canone 350 identifica tre ordini nel Collegio Cardinalizio: ordine episcopale, ordine presbiterale e ordine diaconale.<br />
I chierici elevati alla dignità cardinalizia, all'episcopato, o equiparati al Vescovo diocesano sono obbligati personalmente alla [[professione di fede]]<ref>{{cita web|url= http://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/ita/documents/cic_libroIII_833_it.html#TITOLO_V|titolo= Canone 833 del Codice di Diritto Canonico|urlarchivio= https://web.archive.org/web/20150920073044/http://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/ita/documents/cic_libroIII_833_it.html#TITOLO_V|dataarchivio= 20 settembre 2015|urlmorto= sì|accesso= 1º settembre 2015}}</ref>.
 
La formula in vigore dal [[1º marzo]] 1989 è composta dal [[simbolo niceno-costantinopolitano]] seguito dalla professione di fede nella [[Logos|Parola di Dio]] ''scritta o trasmessa'' (quali: [[Bibbia|Sacre]] Scritture, [[Concilio ecumenico|Concili]], [[Padri della Chiesa|Padri]]), e nei [[dogma|dogmi]] proclamati dal [[Magistero della Chiesa cattolica|Magistero]] ordinario e universale<ref name="Professio fidei">{{cita pubblicazione|url= http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19880701_professio-fidei_it.html/|titolo= Professione di fede e giuramento di fedeltà nell'assumere un ufficio da esercitare a nome della Chiesa}}</ref>. <br />
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