Differenze tra le versioni di "Osho Rajneesh"

Gli insegnamenti di Osho, forniti attraverso i suoi innumerevoli discorsi, non erano espressi in forma accademica ma con una facondia che molti trovavano suggestiva ed inframezzati da barzellette.<ref name=mullan/><ref name=fox/> Il loro contenuto non era statico ma mutava nel tempo. Osho gioiva del paradosso e della contraddizione, rendendo il suo lavoro difficile da riassumere.<ref name=fox/> Si dilettava nell'assumere atteggiamenti apparentemente in contrasto con l'immagine tradizionale di un individuo illuminato. Era noto per il suo umorismo e il rifiuto di prendere qualcosa sul serio.<ref name=fox/><ref name=urban>Hugh B. Urban, ''Zorba the Buddha: Capitalism, Charisma and the Cult of Bhagwan Shree Rajneesh'', University of California Press, 1996</ref> Affermava che il rapporto maestro-discepolo non fosse che "una commedia", uno stratagemma utile per il risveglio spirituale.<ref>Osho, ''Il sutra del diamante'', Edizioni del Cigno, Peschiera del Garda, 1994</ref> Questo comportamento volubile e spiazzante era giustificato come “una tecnica per la trasformazione” diretta a spingere le persone “oltre la mente”.<ref name=fox/> Forte di un'erudizione sterminata (la sua biblioteca personale contava circa 80.000 libri),<ref name=mistlberger/> Osho parlò delle principali tradizioni spirituali (compreso l'[[induismo]], il [[sufismo]], il [[chassidismo]], il [[tantrismo]], il [[taoismo]], il [[buddhismo]], lo [[zen]] e il [[cristianesimo]]), di una varietà di mistici e pensatori occidentali e orientali, e delle sacre scritture come le [[Upanishad]], i [[testi buddhisti]] e i [[Vangeli]].<ref name=mullan/>
 
Secondo il sociologo [[Lewis F. Carter]] le sue idee affondano le radici nella scuola [[Advaita Vedānta]] induista, dove le esperienze umane di separatezza, dualità e temporalità sono ritenute una danza (o gioco) della coscienza cosmica in cui tutto è sacro, ha valore assoluto ed intrinseco.<ref name=carter/> Si tratta di una visione le cui origini risalgono, a loro volta, ai testi delle [[Upanishad]] (IX-VI sec. a.C., facenti parte dell'antichissima [[Veda|tradizione vedica]]) che affermano l'esistenza di un unico Principio supremo, eterno e puro, come fondamento di ogni cosa, e l'identità tra l'[[Ātman|anima]] e il Divino: stadio di un'estasi nell'assoluto che richiama peraltro la concezione buddhista e quella taoista. Sebbene il suo contemporaneo [[Jiddu Krishnamurti]] non approvasse Osho, vi sono evidenti somiglianze fra i rispettivi insegnamenti.<ref name=fox/> Nei suoi atteggiamenti si è riscontratoriscontrata, peraltro, un 'eco anche della [[:en:Divine madness|pazza saggezza]] [[Buddhismo tibetano|tibetana]], della [[Georges Ivanovič Gurdjieff#Controversie e critiche|"via del biasimo"]] resa celebre da [[Gurdjieff]] nel [[sufismo]], del [[cinismo]] greco e della provocazione [[zen]], comportamenti volti a scardinare le convenzioni che chiudono la mente del discepolo.<ref>Osho, The Divine Melody, p.85</ref>
 
Le idee di Osho rispecchiano anche alcune intuizioni occidentali:<ref name=mullan/> la sua visione "taoista" dell'armonia degli opposti rievoca [[Eraclito]] e quella del divino come [[Uno (filosofia)|Uno]] richiama [[Plotino]], mentre la descrizione dell'uomo come una macchina condannata ai conflitti dell'inconscio e ai modelli nevrotici ha molto in comune con [[Freud]] e col citato “maestro di danze” armeno [[Gurdjieff]], di cui era un grande estimatore;<ref name=fox/><ref name="ReferenceA"/> nei suoi discorsi citava spesso il filosofo [[Bertrand Russell]]; la sua visione dell'“Uomo nuovo” che fonde in sé la dimensione terrena e quella spirituale ricorda il “Superuomo” di [[Nietzsche]] che abbraccia lo spirito dionisiaco;<ref>Lewis F. Carter, ''The ‘New Renunciates' of Bhagwan Shree Rajneesh: Observations and Identification of Problems of Interpreting New Religious Movements'', “Journal for the Scientific Study of Religion”, 1987</ref> le sue idee sulla liberazione sessuale sono comparabili al pensiero di [[David Herbert Lawrence|D.H. Lawrence]],<ref name=carter/> e le sue “meditazioni dinamiche” sono debitrici a [[Wilhelm Reich]].<ref name=clarke/>
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