Differenze tra le versioni di "Carlo Levi"

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Partecipa alle edizioni della Biennale di Venezia degli anni 1948, 1950, 1952. Nel [[1954]] aderisce al gruppo neorealista e partecipa ad altre due edizioni dell'esposizione veneziana, nel 1954 e nel 1956, con dipinti in chiave realistica come la sua narrativa.
 
Prosegue l'attività di scrittore: dopo ''Cristo si è fermato a Eboli'', di grande interesse sono ''L'orologio'', pensosa e inquieta cronaca degli anni della [[Piano Marshall|ricostruzione economica]] italiana ([[1950]]), ''Le parole sono pietre'', del [[1955]], sui problemi sociali della [[Sicilia]] (vincitore nel [[1956]] del [[Premio Viareggio]] per la Narrativa, ex aequo con ''La sparviera'' di [[Gianna Manzini]]), ''Il futuro ha un cuore antico'' (1956) e ''Tutto il miele è finito'' ([[1965]]).
 
Nel 1960 è invitato alla “11ª edizione del premio Avezzano-rassegna nazionale delle Arti Figurative” ad Avezzano (AQ), insieme a [[Remo Brindisi]], [[Stefano Cavallo]], [[Gisberto Ceracchini]], [[Vincenzo Ciardo]], [[Eliano Fantuzzi]], [[Giovanni Omiccioli]], [[Michele Rosa (pittore)|Michele Rosa]], [[Joseph Franz Strachota]], [[Francesco Trombadori]], [[Antonio Vangelli]] ed altri<ref>{{cita|Lucci s.d.|pp. 186-217}}.</ref>.
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