Differenze tra le versioni di "Francesca Serio"

La sua figura tragica ispirò lo scrittore-pittore [[Carlo Levi]], che la intervistò nel suo libro ''Le parole sono pietre'' (vincitore nel [[1956]] del [[Premio Viareggio]] per la Narrativa, ex aequo con ''La sparviera'' di [[Gianna Manzini]]), in cui descrisse il dolore straziante della madre di Carnevale e la sua determinazione a continuare la lotta del figlio:
 
{{Citazione|''E’ una donna di cinquant’anni, ancora giovanile nel corpo snello e nell’aspetto, ancora bella nei neri occhi acuti, nel bianco-bruno colore della pelle, nei neri capelli, nelle bianche labbra sottili, nei denti minuti e taglienti, nelle lunghe mani espressive e parlanti; di una bellezza dura, asciugata, violenta, opaca come una pietra, spietata, apparentemente disumana... Niente altro esiste di lei e per lei se non questo processo che essa istruisce e svolge da sola, seduta nella sua sedia di fianco al letto; il processo del feudo, della condizione servile contadina, il processo della mafia e dello Stato. Così questa donna si è fatta in un giorno: le lacrime non sono più lacrime ma parole, '''e le parole sono pietre'''…<ref>cfr. l'articolo ''Carlo Levi e la Sicilia'' di Tano Gullo nel sito web [http://www.vittimemafia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=213:16-maggio-1955-a-sciara-pa-assassinio-del-sindacalista-salvatore-carnevale&catid=35:scheda&Itemid=67 www.vittimemafia.it]</ref>}}
 
Con lo scorrere del tempo e con il mutare del quadro sociale e politico, per Francesca cominciarono gli anni dell'[[oblio]] e della solitudine. Morì il 16 luglio [[1992]] all'età di 89 anni.
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