Differenze tra le versioni di "Amoeba"

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== Storia e classificazione ==
La più vecchia descrizione di un organismo simile ad un'ameba risale al 1755 a opera di [[August Johann Rösel von Rosenhof]] che chiamò la sua scoperta "il piccolo [[Proteo (divinità)|Proteo]]" ("''der kleine Proteus''") la divinità marina in grado di cambiare forma della [[mitologia greca]]. Anche se le illustrazioni di Rösel von Rosenhof mostrano una creatura simile a quelle d'oggi classificata come ''[[Amoeba proteus]]'', il suo "piccolo Proteo" non corrisponde con certezza ad alcuna specie nota.
 
Il termine "Proteus animalcule" rimase in uso per tutto il [[XVIII secolo|XVIII]] e [[XIX secolo]] come nome generico per le specie ameboidi<ref>{{Cita libro|titolo= Biological atlas: a guide to the practical study of plants and animals|cognome= McAlpine|nome= Daniel|editore= W. & A. K. Johnston|anno= 1881|città= Edinburgh and London|pp= 17}}</ref>.
 
Nel 1758, apparentemente senza aver mai osservato personalmente il "Proteo" di Rösel von Rosenhof, [[Linneo]] include l'organismo nel suo sistema di classificazione, con il nome di ''Volvox chaos''. Comunque, visto che aveva già assegnato il nome ''Volvox'' a un [[Genere (tassonomia)|genere]] di [[Alga|alghe]] flagellate, cambiò più tardi il nome in ''[[Chaos (zoologia)|Chaos chaos]]''. Nel 1786, il naturalista danese [[Otto Friedrich Müller]] descrisse e illustrò<ref>{{Cita libro|titolo= Biology of Amoeba|cognome= Jeon|nome= Kwang W.|editore= Academic Press|anno= 1973|città= New York|p= 5}}</ref> una specie che chiamò "Proteus diffluens", che probabilmente corrisponde a quella d'oggi nota come ''[[Amoeba proteus]].''
 
Il nome del genere "Amoeba" fu introdotto nel 1830 dal naturalista tedesco [[Christian Gottfried Ehrenberg]]<ref>Ehrenberg, Christian Gottfried. Organisation, systematik und geographisches verhältniss der infusionsthierchen: Zwei vorträge, in der Akademie der wissenschaften zu Berlin gehalten in den jahren 1828 und 1830. Druckerei der Königlichen akademie der wissenschaften, 1832. p. 59</ref>, come variazione di quello proposto da [[Jean Baptiste Bory de Saint-Vincent]] nel 1822 con la grafia "Amiba"<ref>Bory de Saint-Vincent, J. B. G. M. "Essai d'une classification des animaux microscopiques." Agasse, Paris (1826).p. 28</ref>, dal [[Lingua greca antica|greco]] ''amoibè (''ἀμοιβή) che significa "cambio, trasformazione".
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