Differenze tra le versioni di "Antonio Pennacchi"

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==Biografia==
FiglioDiscendente di [[coloni]]operai provenienti dall'[[Umbria]] (ilper padreparte paterna) e di [[coloni]] provenienti dal [[Veneto]] (laper parte madrematerna)<ref>A. Pennacchi, ''Fascio e martello, Viaggio per le città del duce'', Roma-Bari, Laterza, 2010, pag. 137. ISBN 978-88-420-9229-2</ref>, giunti nel Lazio per la bonifica dell'[[Agro Pontino]], Pennacchi è parte di una famiglia numerosa con sette figli; tra cui il giornalista [[Gianni Pennacchi]] e l'economista e politica [[Laura Pennacchi]]. Si dedica alla [[politica]] sin da giovanissimo, ma, a differenza dei fratelli, che aderiscono tutti alle organizzazioni di [[Sinistra (politica)|sinistra]], si iscrive al [[Movimento Sociale Italiano|MSI]]. Ben presto entra in contrasto con i vertici del partito e viene espulso. Dopo una lunga riflessione si avvicina al [[marxismo]], aderisce ai [[maoismo|maoisti]] di ''[[Servire il popolo]]'' e partecipa alla contestazione del [[Il Sessantotto|Sessantotto]].
 
Nel frattempo inizia a lavorare come operaio all<nowiki>'</nowiki>''[[Alcatel|Alcatel Cavi]]'' di Latina (all'epoca chiamata "Fulgorcavi"), dove rimarrà per oltre trent'anni. Alla fine degli [[anni 1970|anni Settanta]] entra nel [[Partito Socialista Italiano|PSI]], quindi nella [[CGIL]], dalla quale viene espulso. Entra allora nella [[Unione Italiana del Lavoro (1950)|UIL]], passa al [[Partito Comunista Italiano]] e di nuovo alla CGIL, da cui è espulso nuovamente nel [[1983]]. Lascia quindi la [[politica]] e si [[laurea]] in [[Lettere e filosofia (facoltà universitaria)|lettere]] all'[[Università degli Studi di Roma "La Sapienza"]]<ref>{{Cita web|url=https://www.uniroma1.it/it/node/19600|titolo=APPUNTAMENTO CON LO SCRITTORE ANTONIO PENNACCHI {{!}} Sapienza Università di Roma|sito=www.uniroma1.it|accesso=18 aprile 2018}}</ref> sfruttando un periodo di [[cassa integrazione]]. Inizia così l'attività di [[scrittore]].
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