Differenze tra le versioni di "Cartari e Calderara"

m (Bot: Aggiungo template {{interprogetto}} (FAQ))
Etichette: Modifica da mobile Modifica da web per mobile
I principali borghi costituenti l'ex comune ebbero, a partire dal periodo medievale, vicissitudini storiche diverse. Calderara fu, come [[Pieve di Teco]], dominio feudale dei marchesi di [[Clavesana]]<ref name="Provincia di Imperia">Fonte dal libro di {{cita libro|Andrea|Gandolfo|La provincia di Imperia: storia, arti, tradizioni. Volume 1|2005|Blu Edizioni|Peveragno}}</ref> mentre Cartari e Siglioli furono prima proprietà del [[Diocesi di Albenga-Imperia|vescovo di Albenga]]<ref name="Provincia di Imperia"/> e dopo dei [[Lascaris di Ventimiglia|conti di Ventimiglia]]<ref name="Provincia di Imperia"/>. Così come altre località della [[Arroscia|valle Arroscia]], le comunità parteciparono nel 1233<ref name="Provincia di Imperia"/> alla fondazione del centro pievese.
 
Il territorio passò quindi sotto le dipendenze della [[Repubblica di Genova]]<ref name="Provincia di Imperia"/> - che sottopose la zona nella giurisdizione del capitaneato di Pieve<ref name="Provincia di Imperia"/> - seguendone i principali eventi storici, tra queste le lotte territoriali nella seconda metà del XVII secolo con il vicino [[Ducato di Savoia]]<ref name="Provincia di Imperia"/>, pressoché fino alla dominazione napoleonica a partire daldalla Settecentofine del [[XVIII secolo]]<ref name="Provincia di Imperia"/>.
 
Con l'avvento della [[Repubblica Ligure]] dal 1797, la costituita municipalità di Cartari e Calderara andò a costituire il II cantone della Val di Maro nella Giurisdizione degli Ulivi<ref name="Provincia di Imperia"/>. Annesso al [[Primo Impero francese]] dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel [[Dipartimento di Montenotte]].
188

contributi