Differenze tra le versioni di "Cartari e Calderara"

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Il territorio passò quindi sotto le dipendenze della [[Repubblica di Genova]]<ref name="Provincia di Imperia"/> - che sottopose la zona nella giurisdizione del capitaneato di Pieve<ref name="Provincia di Imperia"/> - seguendone i principali eventi storici, tra queste le lotte territoriali nella seconda metà del XVII secolo con il vicino [[Ducato di Savoia]]<ref name="Provincia di Imperia"/>, pressoché fino alla dominazione napoleonica a partire dalla fine del [[XVIII secolo]]<ref name="Provincia di Imperia"/>.
 
Con l'avvento della [[Repubblica Ligure]] dalnel 1797, la costituita municipalità di Cartari e Calderara andò a costituire il II cantone della Val di Maro nella Giurisdizione degli Ulivi<ref name="Provincia di Imperia"/>. Annesso al [[Primo Impero francese]] dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel [[Dipartimento di Montenotte]].
 
Nel 1815 il territorio fu inglobato nel [[Regno di Sardegna (1720-1861)|Regno di Sardegna]], così come stabilì il [[Congresso di Vienna]] del 1814, e successivamente nel [[Regno d'Italia (1861-1946)|Regno d'Italia]] dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel V mandamento di Pieve di Teco del [[circondario di Porto Maurizio]] facente parte della [[Provincia di Imperia|provincia di Porto Maurizio]] (poi [[Provincia di Imperia]], dal 1923).
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