Differenze tra le versioni di "Formazioni autonome militari"

nessun oggetto della modifica
 
== L'ideologia ==
Tali formazioni, composte essenzialmente da numerosi ufficiali e militari del [[Regio Esercito]] sfuggiti alla cattura da parte tedesca l'8 settembre 1943, si distinguevano per la fedeltà al governo del [[Regno del Sud]] e agli [[Alleati della seconda guerra mondiale|Alleati]] (alcuni badogliani furono tra i pochi ad obbedire al [[proclama Alexander]], che prevedeva lo sbandamento temporaneo nell'inverno 1944), mentre agirono quasi sempre in maniera indipendente rispetto al CLN. Non avevano riferimenti ideologici ufficiali, anzi rivendicavano l'apolicità, anche se gli aderenti erano quasi tutti di fede [[monarchismo|monarchica]], [[conservatorismo|conservatoridi destra]], [[liberalismo|liberali]] e [[cattolicesimo democratico|cattolici]], sostanzialmente uniti dall'[[antifascismo]] e da un netto [[anticomunismo|rifiuto del comunismo]]. Per quest'ultima caratteristica erano guardati con diffidenza dal [[Partito Comunista Italiano]], che li riteneva manovrati «dagli industriali». Questi reparti non avevano quindi la figura del [[commissario politico]].
 
Nel novembre 1944, il comandante delle [[Brigate Garibaldi]] [[Luigi Longo]] li accusò di essere impegnati in «manovre reazionarie, disgregatrici, antiunitarie e antipatriottiche», parlando di «alcuni comandanti [di formazioni partigiane] che se ne fregano delle direttive politiche e militari del Cln, anche se qualche volta affermano di riconoscerne l'autorità», i quali avrebbero aspirato «ad essere i Mihajlovic italiani» (in riferimento al comandante dei [[cetnici]] – partigiani jugoslavi monarchici e anticomunisti – [[Draža Mihailović]]), e minacciò di far subire loro «la stessa sorte del loro campione jugoslavo»<ref>{{cita|De Felice 1997|pp. 166-167}}.</ref><ref>Un ulteriore paragone tra i partigiani autonomi italiani e i cetnici è in {{cita news||http://www.stampaclandestina.it/wp-content/uploads/numeri/nostra%20lotta_1944_4.pdf#page{{=}}5|I Mihailovic di Jugoslavia e d'Italia|La Nostra lotta|anno II, n. 4, marzo 1944|pp=5-6}}</ref>.
Utente anonimo