Differenze tra le versioni di "Italo Balbo"

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{{Carica pubblica
|nome = Italo Balbo
|partito = [[Partito Nazionale Fascista]]
|titolo di studio = diploma in scienze politiche e sociali<!-- diploma in [[scienze sociali]] !-->
|professione =
|alma mater =
|professione = [[Gerarca|Gerarca fascista]], [[aviatore]]<!-- aviatore militare !-->
|firma =
|tipo nomina = [[Gerarca|Gerarca fascista]]
|incarichi =
|sito =
 
=== Il ritorno a casa ===
A marzo del 1919 iniziò a studiare a [[Firenze]] presso l'Istituto di scienze sociali "[[Cesare Alfieri di Sostegno|Cesare Alfieri]]"<ref>{{Cita web|url=https://www.sba.unifi.it/p776.html|titolo=Carlo Alfieri di Sostegno e la Scuola di Scienze sociali di Firenze}}</ref>. Ancora studente si iscrisse all'Associazione Arditi ed iniziò l'attività giornalistica come direttore del settimanale militare L'Alpino, da lui fondato con Aldo Lomasti ed Enrico Villa<ref name="bert73">{{Cita|Bertoldi 1994|p. 73}}.</ref> , fino al dicembre del 1919. Si diplomó all'Istituto "Cesare Alfieri"<ref group="nota">Nei suoi testi biografici Balbo viene indicato come "laureato". In realtà il titolo rilasciato dalla Scuola di scienze sociali da lui frequentata era il 30diploma, novembreche 1920veniva equiparato alla laurea in giurisprudenza esclusivamente in casi particolari (non il suo). Solo con unala tesiriforma finaleGentile dell'istruzione superiore, a partire dal titolo:1923, l''IlIstituto pensiero economicocon ealcune socialesignificative dimodifiche Giuseppedel Mazzini''.suo [[File:ItaloStatuto Balboattuate enel la1925 contessina Florio.jpg|miniatura|verticale|sinistra|Italoentrerà Balboin eun ambito universitario rendendo possibile ottenere sia il diploma (corso triennale) che la contessinalaurea Florio(corso quadriennale).]]
 
(rif.{{Cita pubblicazione|autore=Sandro Rogari|anno=2004|titolo=Il "Cesare Alfieri" da Istituto a Facoltà di Scienze Politiche|rivista=L’Università degli Studi di Firenze 1924-2004|città=Firenze|volume=|numero=|pp=677-739|url=https://www.storiadifirenze.org/pdf_ex_eprints/27-Rogari_Cesare_Alfieri.pdf}})</ref> il 30 novembre 1920 con una tesi finale dal titolo: ''Il pensiero economico e sociale di Giuseppe Mazzini''. [[File:Italo Balbo e la contessina Florio.jpg|miniatura|verticale|sinistra|Italo Balbo e la contessina Florio.]]
 
Nel frattempo [[Olao Gaggioli]], pure lui reduce della grande guerra, fondò a Ferrara il [[Partito Politico Futurista|Fascio futurista]] cittadino, non lontano, nel suo primo programma, dalle richieste socialiste. Gaggioli, probabilmente sostenuto in questo da [[Filippo Tommaso Marinetti|Marinetti]], inviò la richiesta di adesione del gruppo di Ferrara ai [[Fasci italiani di combattimento]] che si stavano riunendo a [[Milano]] in piazza San Sepolcro per volontà di [[Benito Mussolini|Mussolini]].<ref>{{Cita|A.Guarnieri|p.14}}.</ref>
Le elezioni politiche del 1919 furono un successo per il [[Partito Socialista Italiano|Partito Socialista]] in [[Italia]], dando origine a quello che poi fu chiamato [[Biennio rosso in Italia|biennio rosso]]. Sia a [[Bologna]] che a Ferrara la vittoria socialista alle elezioni amministrazioni e le ondate di scioperi e occupazioni che l'accompagnarono, destarono la preoccupazione della [[borghesia]] industriale e dei proprietari terrieri, che cominciarono ad appoggiare le azioni [[Squadrismo|squadriste]] contro gli scioperanti e i simpatizzanti socialisti<ref>Gaetano Salvemini, ''Le origini del fascismo in Italia. Lezioni di Harvard'', a cura di [[Roberto Vivarelli]], Feltrinelli, Milano 1979 (quarta edizione), pagg. 309-10. Il testo di Salvemini risale al 1943.</ref><ref>{{cita web|titolo=Il biennio "rosso"|url=http://www.storiaxxisecolo.it/fascismo/fascismo1b.htm |sito=www.storiaXXIsecolo.it|accesso=11 agosto 2019}}</ref> del nascente movimento fascista. Esso, infatti, aveva iniziato a perdere l'iniziale spirito ''futurista''<ref>{{Cita|A.Guarnieri|p.15}}.</ref> a favore di un'ideologia più conservatrice.
 
Fu in quel clima che Balbo, terminati gli studi, tornò nella sua città natale dopo la laurea eove, messosi alla ricerca di un impiego, gli fu offerta la segreteria del fascio ferrarese. Olao Gaggioli infatti si era dimesso per protesta (poco prima di uno [[Eccidio del Castello Estense (1920)|scontro]] fra militanti socialisti e fascisti presso il castello Estense), adducendo a motivazione che ormai gli agrari, i cattolici ed i liberali avevano snaturato il movimento, trasformandolo in un'organizzazione reazionaria finalizzata a mantenere la situazione di fatto, andando contro le richieste dei braccianti e dei proletari.<ref>{{Cita|A.Guarnieri|p.16}}.</ref>
 
=== Il matrimonio e l'adesione alla massoneria ===