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[[File:Nikolai N. Yudenich.jpg|thumb|200px|Il generale [[Armata Bianca|Bianco]] [[Nikolaj Nikolaevič Judenič]], [[1916]].]]
*'''Contesto e ambientazione:''' L'album è ambientato nelle campagne che circondano [[Pskov]]. È il settembre del [[1919]]: ancora infuria in [[Russia]] la [[guerra civile russa|guerra civile]], che vede fronteggiarsi l'[[Armata Rossa]] rivoluzionaria, comandata da [[Lev Trockij|Trockij]], e l'[[Armata Bianca]] controrivoluzionaria, appoggiata dalle potenze europee dell'[[Triplice Intesa|Intesa]] e guidata, fra gli altri, dal generale [[Nikolaj Nikolaevič Judenič|Judenič]].
'''Trama:''' L'avanguardia dell'Armata Bianca sta liberando la strada al generale Judenič, il quale vuole raggiungere ed espugnare Mosca. Non sono molti, in realtà, i rivoluzionari che combattono nella zona di Pskov; e tuttavia il capitano del distaccamento, Laškevič, per non fare "brutta figura" quando Judenič arriverà, fa fucilare sommariamente molti dei contadini indifesi che abitano la zona, facendoli passare per dei Rossi. Il suo braccio destro, il giovane tenente Aleksei Orlov, è sempre più perplesso di fronte alla violenza del suo superiore, ma; ciononostante, obbedisce puntualmente agli ordini che gli vengono impartiti.<br>
A dir la verità alcuni sbandati dell'Armata Rossa sono effettivamente attivi nella zona. Li guida l'esperto Lev, il quale mostra a Laškevič di che pasta sono fatti lui e i suoi uomini facendo saltare in aria alcune mitragliatrici dei Bianchi nascoste nei dintorni. La reazione del capitano è ovviamente spietata, ma dal momento che gli assalitori si sono nascosti, la rappresaglia guidata dall'insofferente Orlov ancora una volta colpisce i contadini più deboli.<br>
Gli uomini di Lev hanno trovato rifugio nel casolare di due giovani donne simpatizzanti dei Rossi. Uno di loro, Osip, è però in segreto un doppiogiochista, agente dell'[[Ochrana]] (la polizia zarista); e quando avvista gli uomini di Laškevič, li contatta e mostra loro la posizione del rifugio. Lev scopre il tradimento di Osip e lo fredda, ma è troppo tardi.: Inin un ultimo, disperato tentativo, lui e i suoi uomini caricano contro i Bianchi, che hanno cinto il casolare d'assedio:; ne massacrano molti, ma vengono tutti abbattuti. Dopo la battaglia Laškevič, perquisendo il casolare, scopre le due donne che avevano prestato ai Rossi ospitalità e le fa portare all'aperto, ordinando a Orlov – del quale da tempo dubita la lealtà – di ucciderle sul posto. Per tutta risposta Orlov, impassibile, spara al suo capitano, uccidendolo.<br>
L'album si conclude con la sommaria esecuzione di Orlov, privato del rango e fucilato alla schiena da dieci soldati.
*'''Riedizioni successive:'''