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=== Chiesa di Sant'Agostino ===
[[File:Sant'Agostino (Chieti)-cupola.JPG|thumb|Cupola interna di Sant'Agostino]]
La chiesa è nel rione Trivigliano o di Santa Maria, lungo via degli Agostiniani, è a navata unica con pianta a croce latina, con annesso ex convento degli Agostiniani, fu eretta nel [[1316]]. Lo storico Girolamo Nicolino parla di un'iscrizione su pietra a lato del portale d'ingresso, oggi però scomparsa. Della struttura originaria resta la facciata orientale in laterizio, scandita in tre campate per mezzo di lesene culminante in una cornice e archetti, sulla quale si aprono finestre ogivali.<ref>{{Cita web|url=http://www.regione.abruzzo.it/xCultura/index.asp?modello=baroccoSchedaCH&servizio=xList&stileDiv=monoLeft&template=intIndex&b=menuBaro3153&tom=153/|titolo=Chiesa di Sant'Agostino|accesso=24 maggio 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20180806210838/http://www.regione.abruzzo.it/xCultura/index.asp?modello=baroccoSchedaCH&servizio=xList&stileDiv=monoLeft&template=intIndex&b=menuBaro3153&tom=153%2F|dataarchivio=6 agosto 2018|urlmorto=sì}}</ref>Nel 1562 un incendio distrusse la chiesa, lasciando in piedi solo la facciata, ragion per cui fu ricostruita in forme seicentesche; gli Agostiniani ottennero da [[Papa Pio IV]] un'indulgenza per i popolani che avrebbero aiutato nella ricostruzione dell'edificio. Nel Settecento gli interni furono stuccati da Girolamo Rizza (1718-47) sul modello gesuitico adottato nelle chiese francescane di [[Atri]] (TE), [[Città Sant'Angelo]] (PE) e [[L'Aquila]]. L'interno presenta una grande navata coperta da due volte a vela mediante passaggi a botte, alla quale sono addossate due sole cappelle laterali per parte. L'aula è unita allo spazio della cupola da piloni smussati, la facciata fu completata nel 1751 per opera della Confraternita della Cintura, come rivela lo stemma sul portale. La confraternita collaborò con gli Agostiniani fino alla loro estromissione nel 1810, e poi nel 1866 con la soppressione degli ordini.<br>Il convento fu adibito a caserma fino al [[1945]] e poi usato per eventi vari. Il chiostro è una delle poche strutture medievali conservatesi perfettamente, definito dallo storico Verlengia il più antico chiostro medievale di Chieti sopravvissuto. Ha forma quadrata con loggia a terra e archi acuti retti da pilastri esagonali e loggetta superiore con archi a tutto sesto.<br>Gli stucchi e gli altorilievi della chiesa rappresentano scene della vita di Sant'Agostino e di altri santi agostiniani, come Santa Rita, Santa Monica e San Giovanni Buono. Del Settecento è una tela raffigurante la ''Trasverberazione di Sant'Agostino'', presso l'abside, opera napoletana. Sugli altari laterali ci sono cappelline con dipinti a tela del XVIII secolo. Il primo altare mostra il dipinto di San Michele contro il diavolo, il secondo mostra il transito di San Giuseppe tra Maria e Gesù (di Luca Giordano), sull'altare di sinistra si trova una tela di Donato Teodoro raffigurante la "Madonna della Cintura".
 
=== Chiesa della Santissima Trinità ===
{{Doppia immagine|destra|Chieti porta dellex chiesa del Carmine.jpg|160|Santa Maria de Civitellis (Chieti) - chapel.jpg|160|Immagine antica del portale gotico principale, e fotografie della cappella del Sacro Cuore, all'interno}}
 
La chiesa è considerata un compendio di varie stratificazioni architettoniche nel corso dei secoli, dalla sua fondazione medievale. Venne eretta sopra un tempio pagano, presso il punto più alto della cittadella (l'area archeologica della Civitella), poco prima del [[1295]]. La fondazione era dei Benedettini, voluta dai seguaci di [[Pietro da Morrone]] specialmente dal beato [[Roberto da Salle]]. L'elemento materiale più antico della chiesa è il portale gotico trecentesco costruito da Nicola Mancino, che lavorò anche a quello della [[Cattedrale di San Tommaso Apostolo]] a [[Ortona]] (1312). A partire dal [[1677]] per volontà dell'abate Girolamo Lasena, la chiesa subì drastici interventi di rinnovamento, che si protrassero per un decennio.<ref>{{Cita web|url=http://www.regione.abruzzo.it/xCultura/index.asp?modello=baroccoSchedaCH&servizio=xList&stileDiv=monoLeft&template=intIndex&b=menuBaro3154&tom=154/|titolo=Chiesa di Santa Maria della Civitella|accesso=24 maggio 2019|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20180304231718/http://www.regione.abruzzo.it/xCultura/index.asp?modello=baroccoSchedaCH&servizio=xList&stileDiv=monoLeft&template=intIndex&b=menuBaro3154&tom=154%2F|dataarchivio=4 marzo 2018|urlmorto=sì}}</ref>Tuttavia non fu alterata nell'impianto iconografico, che venne conservato fedele ai dettami trecenteschi, con l'aula unica ad andamento longitudinale, coperta da volta a botte lunettata. L'architetto che riprogettò la chiesa barocca riuscì a rinnovare l'edificio, movimentando con un gioco di pieni e di vuoti le pareti laterali, scavate e ritmate da nicchie e paraste.<br>All'interno delle nicchie vennero posti altari laterali divisi da coppie di paraste. Si tratta di altari ricchi nello stile, tipicamente barocchi, con pale ovali; tra questi si differenziano i due altari presso il presbiterio, con volte riccamente decorate. L'abside è rettangolare, coperta da calotta a pennacchi sferici. Sugli angoli ci sono quattro statue in stucco raffiguranti i Profeti. Sul fondo dell'abside è rappresentata in stucco l'immagine della [[Maria (madre di Gesù)|Vergine Maria]] che ascende al cielo, e sulla volta la caduta di [[Lucifero]].<br>Assai interessante è il portale del Mancino, con due ordini coronati a timpano mistilineo, ripartito da quattro lesene che inquadrano la figura. Vi spicca una testa di sovrano, forse [[Carlo I d'Angiò]].
 
=== Chiesa di Sant'Antonio abate ===
 
=== Chiesa di San Gaetano Thiene ===
Fu edificata tra il [[1656]] e il primo '700 sopra la vecchia chiesa di santa [[Santa Caterina d'Alessandria]] nel quartiere omonimo (lungo via Giacinto Vitocolonna), accanto Colle San Paolo, da cui il nome del quartiere storico della città, vicino all'area dei tempietti romani.<br>[[San Gaetano Thiene]] venne proclamato compatrono di Chieti il 21 ottobre 1624 e a lui è dedicata la chiesa, il quale fondò l'Ordine dei Teatini, in ricordo dell'amicizia con [[Papa Paolo IV|Gian Pietro Carafa]], vescovo di Chieti (nell'antica Roma nota come ''Theate'') nel [[1524]]. La chiesa fu consacrata nel 1709 dall'arcivescovo Vincenzo Capece, restaurata una prima volta nel 1937, e poi nel 2011 dopo il terremoto del 2009. Si tratta di uno dei pochi esempi di chiesa abruzzese a pianta a croce greca, poiché è stato rispettato l'antico impianto medievale: la facciata è semplice e intonacata, sul portale privo di cornice c'è lo stemma in pietra con l'arma cittadina, segno di patronato.<br>Un piccolo campanile a torretta ha una cuspide cipollinea, tipico esempio di barocco napoletano. L'interno dunque è a croce greca con cupola semisferica interamente affrescata. La balaustra della cantoria è in legno marmorizzato,l le decorazioni sono in stucco, lavorate da maestranze lombarde del [[XVII secolo]], con statue allusive ad allegorie cristiane. C'è un busto ligneo di San Gaetano realizzato a spese dei fedeli per la consacrazione della chiesa, la cupola è affrescata da Giuseppe Lamberti da [[Ferrara]], e celebra la "Gloria di San Gaetano"<ref>{{Cita web|url=http://madrasi.xoom.it/saGaetano.htm/|titolo=Chiesa di San Gaetano}}</ref>. Sul cornicione ci sono vari stemmi relativi alle famiglie committenti dei baroni Frigerj e Durini. La cappella dedicata a [[San Gennaro]] e [[San Giustino]] fu eretta a spese dei Frigerj, con una pala firmata dal Lamberti nel 1703. Ai piedi di San Gennaro si ammira un interessante panorama settecentesco di [[Napoli]], sull'altare maggiore c'è una pala seicentesca raffigurante San Gaetano ai piedi della Madonna, di autore ignoto, con veduta di fondo dei quartieri storici di Chieti.<br>La cappella dedicata a [[San Girolamo]] è incompleta nella decorazione scultorea, ornata da una tela ritraente il santo e un palazzo seicentesco con uno stemma, quello della casa Durini.
 
=== Chiesa del Sacro Cuore di Gesù ===
La seconda aula di culto cristiana si trova presso la villa fuori le mura della patrizia Licinia Lucrezia, della gens Albinia, arrivata a Teate prima dell'assedio barbato del VI secolo d.C. Il tempio sul Colle Gallo dei Dioscuri conserva presso il fregio dell'architrave ancora l'iscrizione di Marco Vezio Marcello console, il quale lo restaurò, la sua conformazione architettonica è molto simile al tempio dei Castori di [[Roma]]; risalirebbe al 484 a.C. in opus mixtum e laterizio, e opus reticulatum, stuccato opportunamente, e decorato tra il 67 e il 90 d.C. Sopraelevato su alto podio e accessibile da una scalinata frontale, con la facciata rivolta verso la vallata dell'Aterno, visuale ostruita da varie case, tra le ultime l'orripilante Palazzo Verlengia, il retro del tempio è addossato a un muro di recinzione; è privo di colonnato e solo anteriormente presenta 6 enormi colonne di marmo cipollino, giunte dall'isola di [[Eubea]].<br/>Largo circa 25 cubiti, e lungo oltre 35, poggia su terreno misto di argilla e sabbioni di arenaria, attorno una serie di domus patrizie, che avevano sfarzosi pavimenti musivi. Una di queste case era quella del pontifex teatino Lucio Cornelio Pio.
[[File:Templi Romani di Chieti 3.JPG|thumb|Retro del Tempio dei Discuri, sullo sfondo la mole del Palazzo Verlengia]]
Nel V secolo la situazione dei templi era alquanto grave, solo il vescovo cristiano Donato era in possesso di una somma di denaro, quando avvenne il [[sacco di Roma (410)|sacco di Roma]] da parte di [[Alarico I]], il vescovo trattò con i consoli Marcio e Livio l'acquisto del tempio e di altri monumenti pagani in stato di degrado per farli diventare delle chiese, iniziando proprio dal Tempio dei Dioscuri, che divenne di fatto la prima basilica cristiana di Chieti. Dopo [[Giustino di Chieti|Giustino da Siponto]], il quale secondo la leggenda, fondò la diocesi Teatina (primo quarto del V secolo), Donato fu il secondo, caso particolare se si considera che nel 395 d.C., con l'editto di [[Teodosio]], il culto pagano era proibito, ma a Teate la gente continuava ancora a praticare gli antichi riti, compresi i ludi gladiatori nell'anfiteatro. I consoli vendettero i beni al vescovo Donato, nell'area vennero realizzate le due chiese sopra i due templi, dedicate una a San Pietro e l'altra a San Paolo, quella che si è meglio conservata nei secoli, dato che nel XIX secolo quella di San Pietro risultava già inglobata nell'altra. Il terzo edificio venne consacrato a San Salvatore.
 
[[File:Templi Romani di Chieti 2.JPG|thumb|Il tempio maggiore dei Dioscuri]]
 
=== Chiesa di Santa Maria della Misericordia o di Sant'Eufemia ===
Si trova all'imbocco di via Colonnetta da via della Misericordia, per raggiungere Chieti Scalo dalla zona del Colle. La chiesa venne edificata dopo l'epidemia del [[1656]]. La pestilenza colpì Chieti, il camerlengo don Filippo De Letto decise di ricorrere all'aiuto divino, vista l'impossibilità di arginare il contagio. In Cattedrale si decise di cantare ogni giorno solennemente dopo la messa e il vespro l'antifona della Concezione. L'8 settembre 1656 il camerlengo stesso pregò l'Immacolata affinché liberasse la città dalla peste, e tali preghiere fecero in modo che il giorno della vigilia della Concezione il morbo abbandonasse Chieti. In segno di riconoscimento i cittadini eressero delle icone votive nel centro storico, una delle quali ancora visibile presso il corso Marrucino, e sempre alla Vergine furono intitolate molte chiese settecentesche che sorgevano nelle campagne circostanti: Madonna delle Piane, Madonna degli Angeli, Madonna delle Grazie, Madonna del Freddo. Tra queste nacque anche la chiesa di Santa Maria della Misericordia.<br>Nel [[1943]] la chiesa fu requisita dai tedeschi e adibita a macelleria, ma non danneggiata, neanche con la ritirata nazista nel '44.<br>La chiesa mostra un aspetto settecentesco molto semplice, con mattoni faccia vista, architrave a timpano triangolare e piccolo campanile laterale a torretta. Nell'interno si trova la statua di [[Eufemia di Calcedonia|Sant'Eufemia]], molto venerata, con tunica rossa, libro aperto e un leone accanto, simbolo del martirio. Alla santa è dedicato anche un vicino pozzo.
 
== Chiese delle frazioni ==
*'''Chiesa della Madonna del Freddo''': l'insediamento di questo villaggio rurale, situato sulla strada dietro il cimitero nella zona ovest, è uno dei più antichi di Chieti, composto da casette campestri, e per questo vi fu costruita una chiesa, che oggi ha un aspetto settecentesco, con un pronao monumentale che precede l'ingresso. La facciata è scandita da coppie di paraste con capitello dorico, e l'architrave ha timpano triangolare. La chiesa è suffragata alla parrocchia di Sant'Anna presso il cimitero.<br>La leggenda vuole che un giovane molto povero, mentre camminava presso i terreni della contrada, fu colto da un malore con febbre alta. Supplicò la Vergine di aiutarlo, dato che il male sembrava inguaribile, e il prodigio si compì. Il giovane per riconoscenza alla Madonna edificò una prima cappella, affinché fosse un ricettacolo di protezione contro le malattie.
 
*'''Chiesa di Santa Maria de Cryptis''': sorge presso Villa Obletter o Villareale, e risalirebbe al [[XIII secolo]], quando fu fondata come eremo dei discendenti di [[Papa Celestino V]]. Successivamente venne ampliata nel XVII secolo, fino a raggiungere le fattezze settecentesche attuali, che mostrano un edificio molto più curato delle classiche chiesette di campagna della zona. Infatti la chiesa era luogo di sepoltura delle famiglie nobili di Chieti, come i Nolli o i Toppi, e da ciò deriva il nome "criptis", poiché la chiesa fungeva da cimitero, con la cripta medievale, che conserva alcuni sepolcri di pregio.
 
*'''Chiesa di San Martino Vecchio''': chiesetta degli anni '40, situata in zona San Martino, sopra il colle che sovrasta lo Scalo. La chiesa originaria di San Martino era più antica, ma è caduta in rovina, ragion per cui se ne costruì una nuova nel Novecento, che rispecchiasse il modello di quella medievale. La chiesa, essendo diventata troppo piccola per accogliere i fedeli della frazione, vedrà trasferita la propria parrocchia nella nuova chiesa di San Martino, i cui lavori sono partiti in uno spazio di terra poco più a valle nel [[2016]].
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