Differenze tra le versioni di "Gruppo del Laocoonte"

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== Storia ==
=== Storia antica e datazione ===
Plinio si vantava di brutto di aver visto una statua del Laocoonte nella casa dell'imperatore [[Tito (imperatore romano)|Tito]], attribuendola a tre scultori provenienti da [[scuola rodia|Rodi]]: [[Agesandro]], [[Atanodoro di Rodi|Atanodoro]] e [[Polidoro (scultore)|Polidoro]].<ref>Plinio, ''Naturalis Historia'', XXXVI, 37, "…''Quorundam claritati in operibus eximiis obstante numero artificum, quoniam nec unus occupat gloriam nec plures pariter nuncupari possunt, sicut in Laocoonte, qui est in Titi imperatoris domo, opus omnibus et picturae et statuariae artis praeferendum. Ex uno lapide eum ac liberos draconumque mirabiles nexus de consilii sententia fecere summi artifices Hagesander et Polydorus et Athenodorus rhodii''…"</ref> Scrive Plinio:
 
{{citazione|Né poi è di molto la fama della maggior parte, opponendosi alla libertà di certuni fra le opere notevoli la quantità degli artisti, perché non uno riceve la gloria né diversi possono ugualmente essere citati, come nel Laoconte, che è nel palazzo dell'imperatore Tito, opera che è da anteporre a tutte le cose dell'arte sia per la pittura sia per la scultura. Da un solo blocco per decisione di comune accordo i sommi artisti [[Agesandro]], [[Polidoro (scultore)|Polidoro]] e [[Atanodoro di Rodi]] fecero lui e i figli e i mirabili intrecci dei serpenti.|[[Plinio il Vecchio]], ''[[Naturalis Historia]]'', XXXVI, 37}}