Differenze tra le versioni di "Luciano Pavarotti"

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{{F|cantanti lirici italiani|novembre 2012}}
[[File:Luciano Pavarotti IMAX.JPG|thumb|La statua di Luciano Pavarotti in [[IMAX|Eilat IMAX]]]]
Dotato di voce autenticamente tenorile, assai chiara e, soprattutto nella prima parte della carriera, estesa all'acuto in modo rilevante, fino al pieno possesso del doDo<sub>4 </sub>e del reRe<sub>4</sub>. Nonostante la sua nota più acuta fosse il mi bemolle, non la incise mai poiché non affrontò melodrammi che la prevedessero. Incise però il faFa<sub>4</sub> in falsettone de [[I puritani|I Puritani]] di Bellini, pur non eseguendolo mai dal vivo. Nel registro grave la nota più bassa posseduta da Pavarotti era un laLa grave, mai intonato a causa del suo ruolo esclusivamente da tenore nell'opera, per il quale non sono mai previste, se non in rari casi, note così basse.
 
Luciano Pavarotti si avvicinò al grande repertorio protoromantico (Donizetti e Bellini), proponendone esecuzioni per certi versi di rilevanza storica. A fronte di una non eccelsa precisione nei confronti dei valori musicali, a causa di risaputi limiti nella preparazione teorica, e senza volere esprimere i caratteri del cantante "virtuoso", il Pavarotti degli anni giovanili, spesso a fianco del soprano australiano [[Joan Sutherland]], eseguiva ''[[Lucia di Lammermoor]]'', ''[[L'elisir d'amore]]'', ''[[La sonnambula]]'', ''[[La Favorita]]'', e perfino l'ostica ''[[I puritani]]'', in modo gagliardo e personale, riportando queste opere nell'alveo del [[Belcanto]], a una ritrovata qualità spettacolare e al gradimento del vasto pubblico<ref>R. Celletti, ''Voce di tenore'', Gribaudo 1993.</ref>.
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