Differenze tra le versioni di "Lucio Furio Medullino Fuso"

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|Attività2 = militare
|Nazionalità = romano
|PostNazionalità = del [[IV secolo a.C.]]
|Categorie = no
|Punto = no
}}
== Primo tribunato consolare ==
Nel [[381 a.C.]] fu eletto [[tribuno consolare]] con [[Marco Furio Camillo]], [[Lucio Lucrezio Tricipitino Flavo]], [[Aulo Postumio Albino Regillense (tribuno consolare 381 a.C.)|Aulo Postumio Albino Regillense]], [[Marco Fabio Ambusto (tribuno consolare 381 a.C.)|Marco Fabio Ambusto]] e [[Lucio Postumio Albino Regillense]]<ref name="ReferenceA">Tito Livio, "''Ab Urbe Condita"condita libri'', VI, 3, 22.</ref>.
 
Contro tutte le regole, la conduzione della campagna di guerra contro i [[Volsci]], che avevano occupato la colonia di [[Satrico]], fu affidata a Furio Camillo, ed a Lucio Furio, estratto a sorte tra gli altri tribuni, che avrebbe dovuto fungere da aiutante di Furio Camillo, ormai avanti negli anni<ref name="ReferenceA"/>.
 
Lucio Furio però iniziò a criticare il generale, perché questo, arrivati davanti a Satrico, aveva adottato una tattica attendisticaattendista, in ragione del maggior numero degli avversari. E quando Lucio Furio, che era pur sempre un magistrato di pari grado, gli prospettò la necessità dell'attacco contro i Volsci, Furio Camillo non si oppose, lasciando al collega il compito di condurre l'attacco, riservando per sé il comando delle riserve.
 
{{q|Il fautore dello scontro schierò la prima linea, mentre Camillo assicurò la copertura delle retrovie, disponendo un solido contingente di fronte all'accampamento. Poi si andò a piazzare su un'altura, osservando con attenzione i risultati dell'altrui strategia.|Tito Livio, "''Ab Urbe Condita"condita libri'', VI, 323.|Primam aciem auctor pugnae instruit, 23subsidia Camillus firmat validamque stationem pro castris opponit; ipse edito loco spectator intentus in eventum alieni consilii constitit.|lingua=la}}
 
L'attacco delle legioni, guidate da Lucio Furio, si risolse in una sconfitta per i romaniRomani, ricacciati indietro dai Volsci, e si sarebbe tramutato in una completa disfatta per i romani,Romani se non fosse stato per il provvidenziale intervento dell'anziano generale. Lucio Furio, mitigò le proprie responsabilità, adoperandosioadoperandosi a trasmettere gli ordini di Furio Camillo nello scontro, a cui partecipò in prima persona, distinguendosi per il valore. Alla fine Furio Camillo riuscì a guidare i romaniRomani alla vittoria<ref>Tito Livio, "''Ab Urbe Condita",condita VIlibri'', 3VI, 24.</ref>.
 
Tra i tanti prigionieri i romaniRomani ne riconobbero diversi provenienti dalla città alleata di [[TuscoloTusculum]], e per questo Furio Camillo ne portò alcuni a Roma, perché fossero interrogati dai Senatori. Il Senato decise immediatamente per la guerra contro Tuscolum, affidandola a Furio Camillo, che, contrariamente ad ogni pronostico, volle come collega Lucio Furio. Arrivati a Tuscolum i Romani trovarono la città aperta, e tutti i cittadini disarmati, intenti alle loro normali attività. A questo punto Furio Camillo permise ai maggiorenti della città di recarsi a Roma, per ottenere il perdono dai Senatori, che lo concessero, proprio in virtù dell'atteggiamento apertamente remissivo dei tuscolani<ref>Tito Livio, ''Ab Urbe condita libri'', VI,25-26.</ref>.
 
Il Senato decise immediatamente per la guerra contro Tuscolo, affidandola a Furio Camillo, che, contrariamente ad ogni pronostico, volle come collega Lucio Furio. Arrivati a Tuscolo i romani trovarono la città aperta, e tutti i cittadini disarmati, intenti alle loro normali attività. A questo punto Furio Camillo permise ai maggiorenti della città di recarsi a Roma, per ottenere il perdono dai Senatori, che lo concessero, proprio in virtù dell'atteggiamento apertamente remissivo dei tuscolani<ref>Tito Livio, "Ab Urbe Condita", VI, 3, 25-26.</ref>.
 
== Secondo tribunato consolare ==
Nel [[370 a.C.]] fu eletto [[tribuno consolare]] con [[Servio Sulpicio Pretestato]], [[Gaio Valerio Potito]], [[Aulo Manlio Capitolino]], [[Servio Cornelio Maluginense (tribuno consolare 386 a.C.)|Servio Cornelio Maluginense]] e [[Publio Valerio Potito Publicola]]<ref name="ReferenceB">Tito Livio, ''Ab Urbe condita libri'', VI, 4, 36.</ref>.
 
L'elezione interruppe un periodo di 5 anni, durante il quale a Roma non si erano eletti tribuni consolari, a causa del veto posto dai [[tribuno della plebe|tribuni della plebe]] [[Gaio Licinio Calvo Stolone]] e [[Lucio Sestio Laterano]]<ref>Tito Livio, ''Ab Urbe condita libri'', VI, 4, 35.</ref>, e fu dovuta all'attacco che [[Velletri]] portò a [[Tuscolo]]Tuscolum, città alleata dei romani.
 
I romaniRomani respinsero gli attaccanti nella loro città, che fu posta sotto assedio, senza però che i romaniRomani riuscissero ad espugnarla<ref name="ReferenceB"/>.
 
==Note==
<references/>
 
== Bibliografia ==
=== Fonti primarie ===
* [[Tito Livio]], ''[[Ab Urbe condita libri]]'', Libro VI.
 
== Collegamenti esterni ==
* {{cita web|http://www.thelatinlibrary.com/livy/liv.6.shtml|AdAb Urbe Conditacondita libri|lingua=la}}
 
{{Box successione
|precedente2 = Nessun magistrato curule
|periodo2 = [[370 a.C.]]<br />con [[Servio Sulpicio Pretestato]] III, [[Gaio Valerio Potito]],<br />[[Aulo Manlio Capitolino]] IV, [[Servio Cornelio Maluginense (tribuno consolare 386 a.C.)|Servio Cornelio Maluginense]] VI,<br />[[Publio Valerio Potito Publicola]] V
|successivo2 = [[Quinto Servilio Fidenate (tribuno consolare 382 a.C.)|Quinto Servilio Fidenate]] III, [[Aulo Cornelio Cosso (tribuno consolare 369 a.C.)|Aulo Cornelio Cosso]] I,<br />[[Quinto Quinzio Cincinnato (tribuno consolare 369 a.C.)|Quinto Quinzio Cincinnato]], [[Marco Cornelio Maluginense (tribuno consolare 369 a.C.)|Marco Cornelio Maluginense]] I,<br />[[Marco Fabio Ambusto (tribuno consolare 381 a.C.)|Marco Fabio Ambusto]] II, [[Gaio Veturio Crasso Cicurino]] II
}}
 
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