Differenze tra le versioni di "Lingua norvegese"

|/e~æ/ oppure /ə/
|E di '''e'''norme.
Se non è accentata, tende a ridursi, diventando un suono pressoché identico alla vocale neutra "schwa". Per pronunciarla, basta immaginare di declamare l'alfabeto togliendo le vocali dal nome delle parole ("b, c, d, f, ..." invece di "bi, ci, di, effe, ..."). Un esempio con schwa è la parola "Timtim'''e'''" ("Oraora <di orologio>").
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|EE, ee
|EI, ei
|/æɪ/
|AI di torn'''ai'''. Il primo suono si imita molto bene se si pronuncia la /e/ con la bocca spalancata in posizione di "a". Quindi, è una "e" (come d'altronde si trova scritta in grafia) vagamente simile ad una "a" aperta. Un esempio è "Nn'''ei'''" ("no").
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| -EG(-), -eg(-)
| -/ei/
|Ei di caff'''ei'''na, reperibile sia isolato a fine parola sia in mezzo.
È quindi un falso amico perché diventa dittongo con la mutazione di "g" in una "i" semivocalica. Un esempio è "Jj'''eg'''", che vuol dire "io".
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|Æ, æ
AA, aa
|/ɔ/
|O di '''o'''rso, aperta. La prima grafia, presente ad esempio in "Bokmbokm'''å'''l", è un falso amico di "a". La seconda è una grafia ormai arcaica dello stesso suono, sostituita con la prima grafia, che deriva dallo svedese antico. Questa seconda grafia tuttavia è ancora consueta quando si scrivono i nomi comuni di persona che contengono questo suono.
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|U, u
|B, b
|/b/
|B di '''b'''alena, sonora. In generale, se la consonante si trova scritta due volte, si raddoppia come in italiano (ex. "Jojo'''bb'''", "occupazione, lavoro, mestiere").
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|CA, ca
|J, j
|/j/
|I di '''i'''ato, semivocalica. L'eccezione è il prestito francese "journal" (giornale) e nei suoi derivati, in cui si pronuncia /ʒ/ cioècome G di '''g'''elato, sonora e senza contatto train organifrancese.
 
Questa vocale si può combinare con tutti i principali suoni vocalici dell'alfabeto norvegese per creare i dittonghi. Dunque, compare nelle combinazione JA, JE, JI, JO, JÅ, JØ, JÆ, JU e anche nel trittongo JAU.
GJÆ, gjæ
|/j/-
|I di '''i'''ato, semivocalica, idem se seguita da un intero dittongo iniziante per quella semivocale. Si tratta di un falso amico. Due esempi sono "Ii'''gj'''en" (ancòra) e "'''Gjgj'''øre" (fare)
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|KA, ka
|NK, nk
|/ŋk/
|NC di pa'''nc'''a. La /n/ cioè si assimila alla consonante successiva nella parlata rapida. Un esempio è "Tete'''nk'''e", "pensare".
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|NG, ng
|/ŋ/
|NG dell'inglese ki'''ng''', sonora. Non si sente nessuna "-g" di rilascio, ovviamente. Un esempio è "Lala'''ng'''t", "lontano". Questo cluster si può trovare anche a fine parola.
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|GN, gn
|SC di '''sc'''ienza; in più, il cluster/digrafo "SK-" quando è seguito dalle consonanti anteriori indicate si pronuncia a prescindere SC di '''sc'''ienza, ma in più la punta della lingua è spinta molto più in avanti, si palatalizza fortemente. In altre parole, si pronuncia "sc" con la lingua in posizione di "gn" di ''gn''omo.
 
Due esempi sono "'''Skjskj'''ønner" ("capire") e "'''Skysky'''ter" ("sparare"). In generale, tutte le vocali anteriori con cui avviene questa mutazione sono tutte quelle anteriori eccetto "e" (ex. "Vanvan'''sk''e'''''lig", "difficile"). Le altre ovviamente non sono toccate dal fenomeno (ex. '''Skaska'''l, che vuol dire preposizione "a" +complemento di termine; "'''Sksk'''olen", "scuola").
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|SKA, ska
KY, ky
|/ɕ/-
|SC di '''sc'''ienza, molto palatalizzata. Anche la "K-"se seguita da queste vocali anteriori si trasforma. In particolare, sono quelle più alte (la /e/ infatti è più bassa di /i/). Due esempi sono "'''Kjkj'''eft" (chiudere) e "'''Kyky'''ss" (bacio).
Il cluster nelle parole "tjene" e "tjeneste" e "tjære" (fare un favore, guadagnare, catrame) nella parlata di Oslo resta /tj/- .
 
|HV-, hv-
|/v/
|V di vela, sonora: in questo cluster, l'aspirazione iniziale cade. Si trova spesso nelle interrogative come '''Hvhv'''a, "cosa?", "'''Hvhv'''or", "dove?", "'''Hvhv'''orfor", "perché?", "'''Hvhv'''em", "chi?".
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|HJ, hj