Differenze tra le versioni di "Un uomo un'avventura"

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*'''Note:''' ''L'uomo del Grande Nord'' è l'unico fra i quattro albi di Pratt pubblicati in ''Un uomo un'avventura'' presentato effettivamente in anteprima assoluta in collana.<br>Della storia esiste anche un seguito, mai portato a termine (esistono soltanto 19 tavole), intitolato ''Jesuit Joe'', e realizzato dallo stesso Pratt. Le prime 17 tavole furono serializzate a colori (di [[Patrizia Zanotti]]) sulla rivista ''[[Comic Art]]'' nel corso del 1984<ref>''[[Comic Art]]'', dal n. 1 del giugno 1984 al n. 6 del dicembre 1984, [[Comic Art]]; [[#Bibliografia|Pratt, Petitfaux, 1993, p. 193]]</ref>; le ultime due (lasciate in bianco e nero e mai pubblicate Pratt vivente) sono state invece proposte in successive edizioni in volume della storia, indicate di seguito<ref>Vennero pubblicate in anteprima mondiale in Francia nel volume ''Jesuit Joe'', 2008, [[Casterman]]; [[#Bibliografia|Pratt, Petitfaux, 2012, p. 223]]</ref>. <br>Nel 1990 uscì, contemporaneamente in Francia per l'editore [[Favre]] e in Italia per le [[Edizioni del Grifo]], una trasposizione della storia sotto forma di romanzo, intitolata anch'essa ''Jesuit Joe'' e curata da [[Paolo Rota (scrittore)|Paolo Rota]] (che aveva già adattato e adatterà in seguito in prosa altri fumetti di Pratt, in particolare ''[[Wheeling (fumetto)|Wheeling]]'' ed ''[[El Gaucho (fumetto)|El Gaucho]]''). <br>Infine, il regista [[canadese]] [[Olivier Austen]] trasse dall'opera un lungometraggio, ''[[Jesuit Joe (film)|Jesuit Joe]]'', presentato per la prima volta il 6 novembre 1991. Pratt collaborò alla produzione e disegnò 21 ''[[storyboard]]'' inediti, che nelle intenzioni dovevano espandere la vicenda con scene extra, ma che non furono effettivamente presi in considerazione. Gli ''storyboard'' confluiranno comunque in alcune riedizioni del fumetto, a intervallare le tavole della storia originale (vedi sotto).
'''Trama:''' Jesuit ("[[gesuita]]") Joe è un meticcio, mezzo ''[[Mohawk]]'' e mezzo francese. Porta la divisa delle Giubbe rosse, ma non è un poliziotto, e l'ha semplicemente trovata in un rifugio. Joe è invece uno psicopatico, capace di alternare momenti di generosità ad altri di violenza eccessiva e gratuita: come quando, attraversando un bosco pieno di uccelli che cantano, li abbatte perché c'è "troppa felicità" nei loro cinguettii.<br>
Il volume è strutturato in maniera episodica, seguendo i suoi vagabondaggi per le distese innevate del Canada. Dopo essersi battuto con alcuni uomini che volevano ucciderlo ed averli scalpati, Joe salva un bambino bianco che stava per essere sacrificato da un indiano suo rapitore; quindi lo affida una coppia di ''[[Inuit]]'' affinché lo accudisca, rifiutando di riconsegnarlo ai genitori biologici perché se hanno permesso che fosse sequestrato "non lo meritano". Il finto poliziotto<br>Joe raggiunge in seguito il piccolo insediamento di [[Artillery Lake]], e fa visita al parroco locale, padre La Salle. Il meticcio frequentava il suo catechismo quand'era giovane, e si ricorda dei suoi sermoni sulla penitenza: ritenendo che il prelato sia troppo tranquillo, lo pugnala a una mano affinché provi realmente il dolore di cui tanto si riempiva la bocca. Proprio mentre lascia la chiesa, tuttavia, Joe viene avvicinato da un'altra Giubba rossa, che gli affida l'incarico che sarebbe spettato al sergente Fox, il quale però non si vede da giorni: ovvero scortare due criminali, i coniugi Thorpe, fino a Fort Resolution; Joe accetta di buon grado, ma lungo la strada li libera, affermando di non aver nulla di personale contro di loro.<br>
Il meticcio raggiunge quindi una capanna isolata nel bosco, dove è tenuta prigioniera, da due cercatori d'oro, sua sorella: Joe li massacra, e spara anche alla donna, colpevole a suo dire di essersi concessa ai due bianchi. Poco lontano, assiste in una radura a una cerimonia, nel corso della quale alcuni indiani vorrebbero uccidere un uomo. È Cashel, il padre del bambino salvato da Joe, che da settimane vaga in cerca del piccolo; gli indiani credono che sia stato lui a elominare il rapitore e vogliono vendicarsi, ma Joe li falcidia e salva il prigioniero; non rivela però a Cashel della sorte del figlio, abbandonandolo in mezzo alla tormenta.<br>
Infine, Joe si imbatte in mezzo alla neve in un poliziotto, mezzo morto a causa del freddo eccessivo. Dopo averlo portato in un rifugio, scopre che l'uomo è proprio il sergente Fox: stava cercando di raggiungerlo, messo sulle sue tracce dalla Giubba rossa di Artillery Lake, per cercare insieme il bambino di Cashel. I due decidono di cooperare (Joe non gli dice di essersi già occupato della cosa), ma la mattina seguente Fox svela le sue carte, dicendo di essere perfettamente al corrente dei crimini del meticcio, e di sapere che non è un vero poliziotto: la divisa di cui si appropriò era infatti la sua. Fox vuol condurlo a Fort Resolution affinché riceva un regolare processo, visto che l'uomo gli ha comunque salvato la vita, e ha effettivamente anche compiuto del bene nel suo vagabondare: per dimostrargli di fidarsi, lungo la strada Fox gli leva le manette, prima di proseguire. Al che, Joe gli risponde che lui va "in direzione opposta". I due uomini fissano per lunghi attimi l'unico fucile a loro disposizione, prima di gettarsi su di esso per sopraffare l'avversario: in fuori campo si sente uno sparo, e il lettore può solo immaginare cos'è successo realmente.