Differenze tra le versioni di "Geroglifici egizi"

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Dal [[IV secolo]] furono pochi gli Egiziani capaci di leggere questa scrittura, e il "mito" dei geroglifici si sviluppò. L'utilizzo monumentale dei geroglifici cessò dopo la chiusura di tutti i templi non cristiani voluta nel [[391]] dall'imperatore romano [[Teodosio I]]; l'ultima iscrizione nota, il cosiddetto "[[Graffito di Esmet-Akhom]]", nel [[Templi di File|Tempio di Iside a File]], fu inciso il 24 agosto [[394]] in occasione del natale di [[Osiride]].
{{Vedi anche|Lingua sapienziale}}
Sempre nel IV secolo apparvero gli ''Hieroglyphica'' di [[Orapollo]], una 'spiegazione' di quasi 200 segni. L'opera, autorevole ma ricca di errate interpretazioni, fu un ulteriore impedimento alla [[Decifrazione dei geroglifici egizi|decifrazione della scrittura egizia]]. Mentre gli studiosi del passato hanno enfatizzato le origini greche dell'opera, ricerche recenti hanno messo in risalto residui di conoscenze genuine e interpretato il lavoro come un disperato tentativo di un intellettuale egiziano di recuperare un passato ormai sepolto. Comunque gli ''Hieroglyphica'' esercitarono una notevole influenza sul simbolismo del [[Rinascimento]], e in modo particolare sul libro degli emblemi di [[Andrea Alciato]] e anche sulla ''[[Hypnerotomachia Poliphili]]'' di [[Francesco Colonna (scrittore)|Francesco Colonna]].
 
I primi studiosi moderni che avviarono progressivamente l'opera di raggiungimento alla decifrazione più o meno definitiva si collocano dalla seconda metà del XVI secolo fino a tutto il XIX secolo<ref>{{Cita libro|titolo=Acta Eruditorum|url=https://gutenberg.beic.it/webclient/DeliveryManager?pid=13384397&search_terms=DTL60|accesso=22 maggio 2018|data=1714|editore=|città=Leipzig|p=127}}</ref>; soprattutto il famoso [[Athanasius Kircher]] nel [[XVII secolo]] che aveva legittimamente basato la sua opera di analisi della scrittura partendo da una pura base speculativa che caratterizzava la natura della scrittura stessa, e giungendo a formulare nel suo trattato di decifrazione una teoria non ortografica che prendeva come oggetto di partenza per l'analisi il concetto di scrittura speculativa, cioè frutto di procedimenti mentali che idealizzavano, l'oggetto, l'animale, il quale si intendeva rappresentare graficamente in modo da poterne ricavare un suono ben determinato e quindi trascriverlo graficamente (i geroglifici egizi sono infatti a tutti gli effetti dei veri e propri ideogrammi); l'interpretazione di Kircher è importante nonché significativa ai fini dello studio simbolico della natura di concepimento speculativo-grafico di questi caratteri; su queste basi sia [[Thomas Young]] che [[Jean-François Champollion]] stabilirono il loro percorso di lettura comparata per quel che concerne lo stabilire l'esattezza del suono acustico di ciascun carattere ma tralasciando quasi del tutto il loro significativo valore simbolico.
* Gli [[Emoticon]]s, da alcuni definiti i "moderni geroglifici"
* [[Scrittura ieratica]]
* [[Decifrazione dei geroglifici egizi]]
 
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