Differenze tra le versioni di "Fridiano Cavara"

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Nel 1886 iniziava la sua carriera accademica assumendo l'incarico di assistente presso l'[[Università di Pavia]] che a quel tempo poteva vantare, accanto al'istituto di [[botanica]], un importante laboratorio crittogamico. In questa sede, entrava nel gruppo di lavoro di Giovanni Briosi, sviluppando un grande interesse per la [[micologia]] e per lo studio delle malattie delle [[piante]]. L'applicazione e la qualità dei suoi studi lo portarono a diventare in pochi anni uno dei più valenti micologi del tempo.
Nel 1886 vinceva il concorso per la cattedra di botanica al Reale Istituto Forestale di [[Vallombrosa]], dove rimase fino al 1900. Qui oltre all'insegnamento assunse anche l'incarico di prefetto dell'annesso [[Orto botanico]] sperimentale.
Nel 1901 otteneva la cattedra di [[botanica]] all'[[Università di Cagliari]] dove rimase circa un biennio per poi passare, nel 1903, all'[[Università di Catania]]<ref>Gino Pollacci, ''Cenno biografico su Fridiano Cavara'', Estratto dagli atti dell'Istituto Bot. dell'Università di Pavia, Serie IV, Vol.I, dicembre 1929</ref>. Del periodo sardo si ricorda, in particolare, il suo interesse per la [[flora]] e la [[vegetazione]] della parte meridionale dell'isola. A [[Catania]], invece, parte notevole del suo impegno cadeva sulla creazione di un giardino botanico alpino sul versante meridionale dell'[[Etna]]<ref>{{cita web|http://www.ortobotanico.messina.it/home_page/erbario/00000274_Cavara_Fridiano__1857_1929_.html|Fridiano CaveraCavara|9 aprile 2020}}</ref>.
Nel 1906 vinceva il concorso all'[[Università di Napoli]], succedendo a [[Federico Delpino]] nell'insegnamento e alla direzione del locale Orto botanico.
A [[Napoli]], oltre all'insegnamento, si dedicava con rinnovata energia al rilancio dell'Orto botanico, dopo le ristrettezze degli anni precedenti. Sotto la sua direzione vennero ampliate le collezioni e le aree di coltivazione, recuperato l'esistente e avviata la costruzione di una nuova sede. In questo quadro si inserisce la costruzione, nel 1928, della Stazione sperimentale per le piante officinali.