Differenze tra le versioni di "CHEOPS"

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=== Contributo italiano ===
{{L|argomento=astronomia|data=aprile 2020|motivo=non è una missione italiana, il contributo italiano è un ingiusto rilievo}}
L'Italia si è occupata di disegnare gli specchi raccoglitori e l’ottica a ridosso del piano focale, oltre ad essere responsabile dell’integrazione e del collaudo del telescopio, la cui struttura meccanica è stata fornita, invece, dall’Università di Berna. Il telescopio è stato realizzato sotto la guida dell'[[Agenzia Spaziale Italiana|ASI]] e dell'[[Istituto Nazionale di Astrofisica|INAF]] nei laboratori di [[Leonardo Spa]] a [[Firenze]], con la collaborazione di [[Thales Alenia Space]] a [[Torino]]. Media Lario S.r.l., una PMI che ha sede in provincia di Lecco, si è occupata delle operazioni di finitura della superficie riflettente dell'ottica primaria<ref>{{Cita web|url=https://www.asi.it/esplorazione/sistema-solare/cheops/|titolo=Cheops|sito=ASI|accesso=18 dicembre 2019}}</ref>. Il team italiano comprende anche ricercatori dell’Università di Padova e lo Space Science Data Center dell’Asi e ha contribuito a definire i requisiti, a verificare le performance strumentali e a preparare l’analisi dei dati.<ref>{{cita web|url=https://www.media.inaf.it/2017/05/03/cheops-va-in-svizzera/|titolo=Ecco Cheops, piccolo segugio per esopianeti|data=3 maggio 2017}}</ref>