Differenze tra le versioni di "Castello Orsini-Odescalchi"

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;La sala delle armi e la sala d'Ercole
Questa sala è stata ricavata creando un nuovo soffitto alla sala dei Cesari. I ritratti degli uomini e donne illustri che ornano le pareti alla base del soffitto eracostituivano quindi la decorazione della sala dei Cesari. La sala ospita la parte più ricca della collezione di armi della famiglia Odescalchi, in particolare armi ed armature dal XV al XVII secolo, lance, alabarde e spade. Interessante un'armatura equestre da torneo di fabbrica milanese del secolo XV e due armature da torneo tedesche del secolo XVI.
CosìLa Sala d'Ercole è così detta per il fregio che scorre sotto il soffitto raffigurante episodi della vita didell'eroe Ercoleclassico. Non a caso in questa sala è collocata la prima parte della raccolta di armi iniziata dal principe Ladislao Odescalchi nel secolo XIX ed ultimata dal principe Innocenzo prima dell'ultima guerra. In questa sala in particolare sono presenti alcuni fucili e cannoni accanto ad asce da patibolo del XIV secolo.
 
;Le torri e i camminamenti
Dopo papi e re, matrimoni e assedi, il principe [[Baldassarre Odescalchi]] e l'architetto [[Raffaello Ojetti]] aprirono un nuovo capitolo della sua storia: nei primi anni del Novecento una lunga campagna di restauri restituì bellezza alle antiche pietre, fasto alle sale, quiete ed eleganza ai giardini.
 
Come già accennato prima, il castello fu aperto al pubblico dal [[1952]] per volontà del principe [[Livio IV Odescalchi]], nel ventunesimo secolo il castello di Bracciano costituisce una realtà dinamica, che concilia la propria vocazione museale con un'intensa attività nell'ambito dell'organizzazione di eventi, utili alla valorizzazione del Bene e capaci di dar vita ad un circolo virtuoso che permette di non trascurare un sapiente e costante lavoro di tutela e restauro.
 
=== Le collezioni ===
Le sale del castello Odescalchi di Bracciano conservano una ricca collezione di oggetti d'arte raccolta dal principe [[Baldassarre Odescalchi]] dalla seconda metà dell'Ottocento. Amante delle arti e raffinato conoscitore fu vicino all'ambiente culturale internazionale e progressista che animava la Roma post-unitaria. L'interesse per le arti decorative, che aveva condotto il principe a promuovere e sostenere la fondazione del Museo artistico industriale di Roma, si profuse anche nella massiccia campagna di acquisti volti a ricostituire l'arredo andato perso durante la dominazione francese.
 
I busti dei dodici Cesari, la rara clessidra del XVI secolo, il letto siciliano in ferro battuto del Settecento, completano insieme a tanti altri oggetti le collezioni del castello raccolte dal principe Baldassarre con la volontà di fare della propria storica dimora un vero museo, nel quale gli oggetti sono capaci di dialogare con l'architettura che li ospita, rievocando per il visitatore il gusto, gli usi ed i fasti di un antico castello del XV secolo.
 
;Le ceramiche
;I mobili
Gli arredi scelti per le sale rivelano un gusto particolare per la mobilia Quattrocentesca e Cinquecentesca dell'Europa del Nord, rappresentata dai [[cassoni nuziali]] in legno intagliato o pastiglia, benché non manchino esemplari di manifattura italiana, come il pregevole trono ligneo della fine del XV secolo.
Mentre laLa suggestiva Sala Gotica testimonia invece il gusto storicista proprio della seconda metà dell'Ottocento, profuso nel severo arredamento qui conservato, realizzato secondo lo stile che ha dato il nome alla sala.
 
;Le armi
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