Differenze tra le versioni di "Onofrio del Grillo"

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Il film ''[[Il marchese del Grillo]]'' di [[Mario Monicelli]], interpretato da [[Alberto Sordi]] nel [[1981]], {{cn|si è ispirato non tanto alla vita del nobile realmente esistito, quanto a una serie di leggende romane che avevano come protagonista un presunto "marchese del Grillo".}}
{{Citazione|Me dispiace. Ma io so' io, e voi nun siete un cazzo!|Celebre frase del film rivolta ad alcuni popolani dal ricco Onofrio del Grillo, tratta dal sonetto ottocentesco ''[[Li soprani der monno vecchio]]'', di [[Giuseppe Gioachino Belli]]}}
Il film è ambientato in epoca [[Napoleone Bonaparte|napoleonica]] e quindi nei decenni successivi a quelli in cui visse l'omonimo marchese realmente esistito. Nel film il personaggio di Onofrio del Grillo è un un ricco nobile di mezza età, annoiato dalla piatta situazione che il popolo di [[Roma]] sta vivendo- Sebbene accada ciò Onofrio non perde mai l'occasione di tirare qualche brutto scherzo alla povera plebe romana che, essendo nelle condizioni che le spetta, non può ribellarsi alla nobiltà, o perlomeno questa è l'idea che si fanno i politici e i nobili di allora. Il marchese, inoltre, fa di tutto per sfuggire ai suoi doveri nobiliari e fa sempre indispettire l'anziana madre, fedelissima alla [[religione cattolica]] e favorevole al potere spirituale e temporale di [[papa Pio VII]].
 
Egli, infatti, volendo apparire alla società come un uomo moderno e non per forza attaccato alle vecchie tradizioni romane, è favorevole all'entrata dell'imperatore [[Napoleone Bonaparte]] e dei suoi francesi in [[Italia (regione geografica)|Italia]] affinché riportino un po' d'ordine. Durante le peregrinazioni e le beffe dello stravagante aristocratico, il film offre al pubblico anche un accurato spaccato di storia della tipica società romana di inizio Ottocento, tra preti scomunicati e abitudini di rozzi popolani, sottolineando in maniera particolare la loro condizione d'inferiorità in quanto ignoranti e ridotti in "schiavitù" dal potere clericale.
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