Differenze tra le versioni di "Guido Leto"

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(Sezioni)
Nell'ottobre 1938 succedette a [[Michelangelo Di Stefano]] alla guida della [[Divisione di Polizia Politica]] del Ministero dell'Interno su nomina di Bocchini<ref>{{Cita|Guido Leto|p. 183}}.</ref><ref>{{cita libro | autore=Antonella Colonna Vilasi | wkautore=Antonella Colonna Vilasi | anno=2014 | titolo=Storia deiServizi segreti italiani - Dall’Unità d’Italia alle sfide del XXI secolo| editore=Città del Sole Edizioni | edizione=1 | url=https://books.google.it/books?id=rv6sBAAAQBAJ&pg=PP49&dq=Guido+Leto+incarico+1939&hl=it&sa=X&ei=RK0IVfCmDJXVaueNgfgC&ved=0CCQQuwUwAA#v=onepage&q=Guido%20Leto%20incarico%201939&f=false | accesso=17 marzo 2015}}</ref>. Dopo l'inizio della [[seconda guerra mondiale]], su incarico del capo della polizia, Leto dispose la raccolta informazioni presso i questori dei sentimenti degli italiani nei confronti della guerra<ref name=autogenerato1>{{Cita|Guido Leto|p. 204}}.</ref>. Le relazioni, che sarebbero state rese segrete, avrebbero dovuto essere raccolte con la massima onestà creando un quadro il più fedele possibile dei sentimenti della popolazione<ref name=autogenerato1 />. I documenti raccolti, da cui emergeva una vasta opposizione alla guerra furono poi condensati in un'unica relazione da parte dello stesso Leto<ref name=autogenerato1 />.
 
=== Il ruolo nella "Repubblica Sociale Italiana" ===
Nei momenti convulsi della [[caduta del fascismo]] Leto poté giovarsi della protezione accordata ad un amico di famiglia, [[Rosario Bentivegna]], già compagno di università e amico del figlio Disma. Sebbene fosse infatti in programma la soppressione di Guido Leto da parte dei [[Gruppi di Azione Patriottica|GAP]] romani, Bentivegna si oppose con successo a tale progetto.<ref>Bentivegna, pp. 73 e segg.</ref>
 
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