Differenze tra le versioni di "Benjamin Constant"

Nonostante la sua avversione a Napoleone e dopo aver partecipato attivamente ai primi anni della [[Restaurazione]] (1814-1815), durante i [[Cento giorni]] (dal 20 marzo all’8 luglio 1815) accetta di redigere l’''Acte Additionel'', una costituzione per liberalizzare l’Impero di Napoleone, nel periodo stesso in cui aveva difeso la costituzione concessa da [[Luigi XVIII di Francia|Luigi XVIII]]. Dopo la sconfitta napoleonica a [[Battaglia di Waterloo|Waterloo]] il 18 giugno 1815 e il ritorno sul trono del legittimo sovrano Luigi XVIII, Constant decide di partire per l’esilio volontario da cui tornerà nel 1816, stesso anno in cui scrive il suo romanzo più famoso, l’''[[Adolphe (romanzo)|Adolphe]]'' identificandosi con le istanze liberali incarnate dagli Indipendenti, uno dei grandi partiti della Seconda Restaurazione.
 
Nel 1819 declama il famoso discorso ''La libertà degli Antichi paragonata a quella dei Moderni'', con quest'ultima da lui definita come la libertà per gli individui di non sottostare al potere collettivo per acquisire sovranità sugli affari pubblici<ref>Lucio Mamone, [http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/individualismo-o-collettivismo/ ''Individualismo o collettivismo?''], Osservatorio Globalizzazione, 29 maggio 2019</ref>, che gli vale l’elezione alla Camera dei deputati. Con questo discorso egli si inserisce nella scia dell'annosa ''querelle des Anciens et des Modernes'' risalente al XVII secolo, sorta all’interno dell’[[Académie française|Académie Française]], e che segnò un punto di svolta mettendo in discussione il principio di imitazione dei classici. Ma l'intento di Constant è politico, non letterario: egli insiste sul necessario interesse dei cittadini moderni alla vita politica: il sistema rappresentativo moderno libera senza dubbio i cittadini dall'onere del lavoro politico professionale, ma richiede la loro estrema vigilanza e il loro impegno partecipativo affinché venga garantito l'esercizio dei loro diritti e la conservazione dei loro piaceri privati.
 
L’ascesa di [[Carlo X di Francia|Carlo X]] al trono nel 1824, sancendo una sorta di ritorno all’[[Ancien Régime]], mette in crisi le aspirazioni liberali di Constant che prontamente organizza la [[Rivoluzione di luglio|Rivoluzione di Luglio]] del 1830. Svoltasi nei giorni di 27, 28 e 29 luglio, per questo soprannominata Trois Glorieuses, vede il rovesciamento di Carlo X e l’ascesa di [[Luigi Filippo di Francia|Luigi Filippo]], dichiarato non più “Re di Francia” bensì “Re dei Francesi”. Constant, vecchio e malato, all’alba della Rivoluzione redige una dichiarazione a favore del nuovo sovrano e apre il corteo insurrezionale. Morirà qualche mese dopo, l’8 dicembre 1830. La sua tomba è posta nel cimitero parigino di [[Cimitero del Père-Lachaise|Père-Lachaise]].<ref>{{Cita web|url=http://tasso2e4rights.x10.mx/wp-content/uploads/2016/03/Recensione-Constant-Traversa-Luciano.pdf|titolo=Benjamin Constant, La libertà degli antichi, paragonata a quella dei moderni, Traduzione e cura di Giovanni Paoletti. Con un Profilo del liberalismo di Pier Paolo Portinaro, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2001.|accesso=1 settembre 2016|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160915191346/http://tasso2e4rights.x10.mx/wp-content/uploads/2016/03/Recensione-Constant-Traversa-Luciano.pdf|dataarchivio=15 settembre 2016|urlmorto=sì}}</ref><ref>{{Cita web|url=http://bfp.sp.unipi.it/constbib/|titolo=Benjamin Constant teorico della modernità politica|cognome=De Luca|nome=Stefano|sito=Bollettino telematico di filosofia politica|editore=Dipartimento di Scienze della politica, Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Pisa.|data=2002}}</ref>
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