Differenze tra le versioni di "Domenico Casella"

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== Biografia ==
Nasce a [[Cosenza]] il 10 maggio 1898 da Luigi Alfonso e Raffaella Martucci. Terminati gli studi superiori si iscrive alla [[Scuola superiore di agricoltura di Portici]] (NA) dove si laurea, con pieno merito, nel 1920. Rimasto a [[Portici]] e attratto dalla carriera universitaria ne percorre i primi gradini con la nomina di assistente della cattedra di [[arboricoltura]] (1920), di aiuto (1923) e di libero docente in coltivazioni legnose (1926)<ref>{{cita web|url= http://www.lospeakerscorner.eu/figli-di-portici-famosi-il-professor-domenico-casella/|titolo= ''Figli di Portici famosi: il professor Domenico Casella''|autore = Stanislao Scognamiglio|accesso= 20 aprile 2020}}</ref>. Nei primi anni Trenta si trasferisce in [[Sicilia]] come nuovo direttore della Stazione Sperimentale di Frutticoltura e Agrumicoltura di [[Acireale]]. Rientra a Portici nel 1935 in qualità di vincitore di concorso a professore di ruolo in coltivazioni arboree dove assume anche l'incarico di direttore dell'omonimo istituto presso la nuova Facoltà di [[Agraria]] dell'[[Università di Napoli]]. In questi anni si fa notare per l'interesse rivolto alla frutticoltura e agrumicoltura che si esplica in una varietà di studi che spaziano dalla biologia alla climatologia, alla produzione e commercio della frutta<ref>Ministero dell'Educazione Nazionale, ''Bollettino Ufficiale'', I, 1936</ref>. Eletto [[Preside]] della Facoltà di Agraria per il triennio 1943-1946 si trova a dover affrontare le difficoltà e le devastazioni portate dalle truppe tedesche prima e degli alleati poi alla [[Reggia di Portici]], sede della Facoltà. Nel dopoguerra, oltre a prodigarsi per il restauro dei danni subiti per le vicende belliche, continua la sua attività scientifica occupandosi di problematiche legate alla [[biologia]] arborea, alla [[pomologia]], alle tecniche colturali e alla valorizzazione di prodotti tipici, come quelli dell'area vesuviana<ref>{{Cita libro|curatore=Alessandro Santini|titolo=La Scuola Agraria di Portici e la modernizzazione dell'agricoltura 1872-2012|anno=2015|editore=Doppiavoce}}</ref>. Incuriosito poi dalle rappresentazioni di frutta e dalle nature morte degli affreschi di Pompei, Ercolano ed [[Oplontis|Oplonti]], contribuisce in modo sostanziale all'identificazione di numerose specie coltivate già nell'antichità<ref>{{cita web|url=https://luoghi.italianbotanicalheritage.com/collezione-delle-varieta-ortofrutticole/|titolo=Collezione delle varietà ortofrutticole|accesso=22 aprile 2020}}</ref>. Nel biennio 1964-1965 si distingue per aver, in qualità di direttore dell’Istituto di Coltivazione Arboree, si distingue per aver fatto decorare a scopo didattico un'intera sala della Reggia borbonica con tavole pittoriche raffiguranti il patrimonio frutticolo della [[Campania]]. Muore a Portici il 30 giugno 1978
Nasce a [[Cosenza]] il 10 maggio 1898 da Luigi Alfonso e Raffaella Martucci. Terminati gli studi superiori si iscrive alla [[Scuola superiore di agricoltura di Portici]] (NA) dove si laurea, con pieno merito, nel 1920.
Rimasto a [[Portici]] e attratto dalla carriera universitaria ne percorre i primi gradini con la nomina di assistente della cattedra di [[arboricoltura]] (1920), di aiuto (1923) e di libero docente in coltivazioni legnose (1926)<ref>{{cita web|url= http://www.lospeakerscorner.eu/figli-di-portici-famosi-il-professor-domenico-casella/|titolo= ''Figli di Portici famosi: il professor Domenico Casella''|autore = Stanislao Scognamiglio|accesso= 20 aprile 2020}}</ref>. Nei primi anni Trenta si trasferisce in [[Sicilia]] come nuovo direttore della Stazione Sperimentale di Frutticoltura e Agrumicoltura di [[Acireale]]. Rientra a Portici nel 1935 in qualità di vincitore di concorso a professore di ruolo in coltivazioni arboree dove assume anche l'incarico di direttore dell'omonimo istituto presso la nuova Facoltà di [[Agraria]] dell'[[Università di Napoli]]. In questi anni si fa notare per l'interesse rivolto alla frutticoltura e agrumicoltura che si esplica in una varietà di studi che spaziano dalla biologia alla climatologia, alla produzione e commercio della frutta<ref>Ministero dell'Educazione Nazionale, ''Bollettino Ufficiale'', I, 1936</ref>.
Eletto [[Preside]] della Facoltà di Agraria per il triennio 1943-1946 si trova a dover affrontare le difficoltà e le devastazioni portate dalle truppe tedesche prima e degli alleati poi alla [[Reggia di Portici]], sede della Facoltà. Nel dopoguerra, oltre a prodigarsi per il restauro dei danni subiti per le vicende belliche, continua la sua attività scientifica occupandosi di problematiche legate alla [[biologia]] arborea, alla [[pomologia]], alle tecniche colturali e alla valorizzazione di prodotti tipici, come quelli dell'area vesuviana<ref>{{Cita libro|curatore=Alessandro Santini|titolo=La Scuola Agraria di Portici e la modernizzazione dell'agricoltura 1872-2012|anno=2015|editore=Doppiavoce}}</ref>. Incuriosito poi dalle rappresentazioni di frutta e dalle nature morte degli affreschi di Pompei, Ercolano ed Oplonti, contribuisce in modo sostanziale all'identificazione di numerose specie coltivate già nell'antichità<ref>{{cita web|url=https://luoghi.italianbotanicalheritage.com/collezione-delle-varieta-ortofrutticole/|titolo=Collezione delle varietà ortofrutticole|accesso=22 aprile 2020}}</ref>. Nel biennio 1964-1965 si distingue per aver, in qualità di direttore dell’Istituto di Coltivazione Arboree, fatto decorare a scopo didattico un'intera sala della Reggia borbonica con tavole pittoriche raffiguranti il patrimonio frutticolo della [[Campania]].
Muore a Portici il 30 giugno 1978
 
== Opere ==