Differenze tra le versioni di "Legge 28 gennaio 1977, n. 10"

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{{F|dirittovoci amministrativocomuni|settembremaggio 20082020}}
La '''legge 28 gennaio 1977, n. 10''' (detta anche '''legge Bucalossi''') è una legge della [[Repubblica Italiana]], così detta dal suo promotore [[Pietro Bucalossi]].
La '''concessione edilizia''' era un'[[autorizzazione (diritto)|autorizzazione amministrativa]] prevista dalla legge italiana, che consentiva l'attività di trasformazione [[urbanistica]] ed [[edilizia]] del territorio, in conformità agli strumenti di [[pianificazione urbanistica]].
 
== Cenni storici ==
Emanata durante il [[governo Andreotti III]], introdusse il vincolo per l'esercizio dello ''[[ius aedificandi]]'' subordinata ad una concessione; quest'ultima era rilasciata da parte del [[Sindaco (Italia)|sindaco]]; in seguito alla [[legge 15 maggio 1997, n. 127]] il potere di rilasciare autorizzazioni e concessioni è passato a quella dei funzionari comunali con qualifica dirigenziale. Nel [[2001]] la venne superata con la promulgazione del [[testo unico dell'edilizia]], che sostituì la concessione edilizia col "[[permesso di costruire]]".
Prevista ai sensi della legge 28 gennaio [[1977]] n. 10, era rilasciata da parte del [[Sindaco (Italia)|sindaco]].
In seguito alla [[legge 15 maggio 1997, n. 127]] il potere di rilasciare autorizzazioni e concessioni è passato a quella dei funzionari comunali con qualifica dirigenziale.
 
== Contenuto ==
Dal [[2001]] la concessione edilizia è stata sostituita dal "[[permesso di costruire]]", ai sensi del [[testo unico dell'edilizia]]. Conserva invece la vecchia denominazione in [[Valle d'Aosta]], ai sensi dell'art. 60 della [[legge regionale]] 4 aprile 1998 n. 11, art. 60.
La principale novità è l'introduzione del principio - sancito dagli artt. 1 e 3 - che l'esercizio del il diritto a costruire è subordinato ad una concessione edilizia rilasciata dall'amministrazione comunale a fronte del pagamento di un corrispettivo, divenendo quindi una concessione a a titolo oneroso, proporzionale al valore della costruzione, [[delibera|deliberato]] dal [[consiglio comunale (Italia)|consiglio comunale]]. Nelle intenzioni, la ragione dell'istituto è che con il pagamento del corrispettivo da parte del privato interessato si possano realizzare opere di urbanizzazione pubblica nonchè finanziare lo stesso comune. In via ordinaria dura tre anni, se tuttavia non viene completata l'opera entro tale limite il richiedente inoltrare altra richiesta e quindi pagare nuovamente gli oneri legati al suo rilascio e lavori inoltre devono iniziare entro 1 anno dal rilascio della nuova concessione.
 
Altre disposizioni sono la modifica della [[legge 18 aprile 1962, n. 167]], stabilendo che l'estensione dei [[piani di edilizia economica popolare]] dev'essere compresa tra il 40% ed il 70% rispetto quella necessaria a soddisfare il fabbisogno complessivo di edilizia abitativa nel periodo previsto dal piano, e che consentiva l'attività di trasformazione [[urbanistica]] ed [[edilizia]] del territorio, in conformità agli strumenti di [[pianificazione urbanistica]], in assenza dei quali venivano previsti limiti all'attività edificativa.
== Caratteristiche ==
Diversamente dalla [[licenza edilizia]], la concessione era un provvedimento ottenibile a titolo oneroso da parte di un privato, le incombenze sono relative all'urbanizzazione primaria, secondaria e un contributo proporzionale al valore della costruzione, [[delibera|deliberato]] dal [[consiglio comunale (Italia)|consiglio comunale]].
 
== Il procedimento per il rilascio sella concessione ==
== Procedimento ==
Per richiedere la concessione edilizia, il proprietario del terreno o dell'entità [[Bene immobile|immobiliare]], doveva presentare una domanda corredata della necessaria documentazione relativa al sito e all'opera che si intende realizzare.
 
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