Differenze tra le versioni di "DC Comics"

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===== La DC post-Crisis =====
Grazie al ''Direct Market'' e ai nuovi formati la DC recupera mercato e si pone come una concreta rivale della Marvel negli anni ottanta. Il punto debole della casa editrice rimane la sua continuity incoerente e poco lineare<ref name=les188>{{cita | Les Daniels | pp.188-189}}.</ref>. Il problema è che la realtà DC è composta da oltre una dozzina di differenti dimensioni (nel 1985), spesso con versioni alternative di personaggi come Superman e Batman<ref name=les188/>. A questo si aggiunge il fatto che i personaggi acquisiti da altre case editrici come la Charlton, la Fawcett e la Quality vivono le loro storie in realtà differenti. Oltre alla confusione narrativa la dirigenza creativa e manageriale, ora composta dal trio Khan-Levitz-Giordano, si trova ad affrontare la necessità di aggiornare personaggi ormai cinquantenari come Superman, Batman e Wonder Woman per le nuove generazioni<ref name=les188/>. In questa impresa hanno già fallito in passato veterani come Julius Schwartz, Carmine Infantino e Joe Orlando. Adesso però c'è una nuova generazione di autori capitanata da [[Marv Wolfman]] (grande esperto di continuity DC) che propone all'editore il progetto più audace mai realizzato per svecchiare l'universo DC e cioè ''[[Crisi sulle Terre Infiniteinfinite]]'', miniserie di 12 numeri pubblicata tra il 1985 e il 1986<ref name=les188/>. La storia vede centinaia di personaggi DC combattere contro un essere talmente potente che cancella tutte le terre parallele (con le loro storie e le rispettive versioni dei personaggi) tranne cinque, destinate a fondersi in una sola realtà, che contiene tutti i personaggi della casa editrice all'interno di una cronologia dettagliata (ricostruita in una apposita miniserie di compendio)<ref name=jd171>{{cita | Julian Darius | pp.171-186}}.</ref>. L'obbiettivo è di dare agli autori la possibilità di riscrivere le vicende dei supereroi classici senza sentire il peso di decenni di storie e superare quindi la sensazione di immobilità spesso presente (o anche solo percepita) negli albi DC<ref name=jd171/>.
 
Dal punto di vista editoriale questa ''Crisis'' rientra nella tipologia dell'evento-crossover (o propriamente ''Universe-wide crossover''<ref name=jd171/>), cioè una storia raccontata in una serie limitata che ha però degli intrecci narrativi gran parte (se non la totalità) delle altre serie delle casa editrice (chiamati ''Tie-in'')<ref name=dc217>{{cita | Cowsill & Irvine | pp.217-225}}.</ref>. Per la DC è la prima storia di questo tipo e si potrebbe arguire che non si tratta di un'idea originale in quanto è preceduta da quanto fatto da Jim Shooter alla Marvel l'anno prima (il 1984) con ''[[Guerre segrete]]'' (o ''Marvel Super-hero Secret Wars'' in originale)<ref name=jd171/>. In questo caso però non siamo di fronte ad un evento definibile ''universe-wide crossover'' in quanto la serie prevede una storia in 12 numeri senza tie-in, cioè albi la cui storia si dipana narrativamente da quella principale<ref name=jd171/>. Qui tutti i supereroi Marvel sono portanti da una potente entità a combattere su un lontano pianeta e questo porta anche a dei cambiamenti (come il nuovo costume nero dell'Uomo Ragno o la nuova armatura di [[Iron Man]]), ma la storia non presenta tie-in, non origina nuove serie o miniserie e quindi rimane circoscritta nella pubblicazione principale, cioè ''Secret Wars''<ref name=jd171/>. L'opera DC ha invece numerosi tie-in e i suoi effetti si ripercuotono sull'intero parco testate della casa editrice, con una portata storica le cui conseguenze sono così radicali da introdurre la terminologia «''Pre-Crisis''» e «''Post-Crisis''» per indicare uno spartiacque, non solo nella storia DC, ma in quella del fumetto di supereroi in generale<ref name=dc217/>. Tra l'altro l'importanza dell'evento non risiede nella storia di per sé ma anche nelle nuove proposte della casa editrice negli anni successivi e soprattutto nel [[1986]], da alcuni considerato come il più importante anno nella storia dell'editore di Superman e Batman<ref name=dc217/>. In quest'anno vengono infatti pubblicate due opere seminali come ''[[Il ritorno del Cavaliere Oscuro]]'' e ''[[Watchmen]]''<ref name=dc217/>. Con queste due opere nasce il moderno ''comic book'', inteso come espressione artistica che gode di successo e di considerazione critica al pari delle opere letterarie<ref name=dc217/>. Inoltre nel 1986 si comincia a discutere sulla creazione di un imprint alternativo esplicitamente diretto ad un pubblico adulto e soprattutto a <<coloro che non leggono fumetti>><ref name=ac89>Paul Brian McCoy, ''Chapter Ten: 1989'', in {{cita | The 1980s | pp.246-278}}</ref>. La dichiarazione appartiene a Mark Nevelow a cui viene affidata la carica di redattore-responsabile nel 1987<ref name=ac89/>. Questa nuova etichetta prende il nome di [[Piranha Press]] e dopo due anni di gestazione debutta con la serie "Beautiful Stories for Ugly Children" di Dave Louapre e Dan Sweetman (giugno 1989)<ref name=ac89/>. Anche se nata senza clamori o grandi operazioni di marketing, il nuovo imprint e le sue proposte editoriali sono un landmark fondamentale per la storia della ''DC Comics''<ref name=ac89/>. Oltre a dichiarare espressamente di disinteressarsi di fumetti di genere supereroistico o fantasy, si pone come risposta (tardiva) alla [[Epic Comics]] della Marvel e a tutti quegli editori indipendenti che propongono materiale alternativo, in grande fermento durante il decennio<ref name=ac89/>. Tra questi vanno ricordati la First Comics, Fantagraphics, Eclipse, Revolutionary Comics e la [[Dark Horse Comics]]<ref name=ac89/>. Nevelow pone inoltre le basi e funge da ispirazione per la creazione della Vertigo nel 1993, diretta e voluta da Karen Berger, imprint acclamato da critica e pubblico che riamane attivo ancora oggi<ref name=ac89/>. La Piranha Press non gode dello stesso successo e longevità ma chiude le pubblicazione nel 1994, riproponendosi però nel nuovo imprint [[Paradox Press]]<ref name=ac89/>. Tra il 1989 e il 1994 arriva comunque a pubblicare 15 graphic novel originali a cui si aggiungono miniserie e one-shot che affrontano tematiche e stili alternativi, molto vicini al fumetto indie e underground<ref name=ac89/>. La dirigenza DC arriva quindi a capire l'importanza di diversificare le proposte e i generi offerti, al fine di ampliare un mercato che, a partire dalla seconda metà degli anni novanta, conosce una profonda crisi e contrazione delle vendite, soprattutto all'interno del genere supereroistico e dei mainstream comic<ref name=ac89/>.
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