Diritto penale italiano: differenze tra le versioni

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Il diritto penale è retto da quattro principi fondamentali:
 
* [[Principio di legalità]], già accolto dallo Statuto Albertino, ha ricevuto definitiva consacrazione nella Costituzione repubblicana del 1948. È sancito dall'art. 1 del c.p. secondo cui "«''Nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente previstopreveduto come reato dalla legge, né con pene che non siano da essa stabilite"''». L'importanza di questo principio è rafforzata dall'art. 25 comma 2 della Costituzione, che stabilisce: "«''Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso"''». Il principio di legalità esprime l'applicazione di quattro "sotto principi": 1) la riserva di legge della fonte penale; 2) l'irretroattività della norma penale; 3) la sufficiente determinatezza e la tassativa applicazione della norma penale; 4) il divieto di analogia in ''malam partem'' di norma non eccezionale (cfr art. 14 Prel.).
* [[materialità|Principio di materialità]] non si può ravvisare un reato se la volontà criminale non si manifesta in una condotta esterna
* [[offensività|Principio di offensività]] la volontà criminale deve manifestarsi in un comportamento esterno che leda o ponga in pericolo uno o più beni giuridici
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