Differenze tra le versioni di "Giovanni Domenico Mayer"

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== Attività scientifica ==
Sulla scia di [[Francesco Milone]], introdusse, nei suoi corsi, lo studio di quanto si andava affermando in quel periodo nell’ambito delle macchine agricole, da coltura e da raccolta, e delle speciali costruzioni agrarie. Quando il Deposito Governativo delle macchine agricole venne soppresso, riunì il materiale posseduto da questo ente e lo fece trasferire in dotazione alla sua cattedra. La sua prima opera in campo agrario trattò del problema delle costruzioni rurali nel Mezzogiorno<ref>Mayer G.D., Il problema delle costruzioni rurali nel Mezzogiorno d’Italia, Stabilimento Tipografico Franco Lubrano, Napoli, 1912, pp. 81.</ref>, indicando altresì ai governanti la via per assicurare alla classe agricola, relegata in condizioni di primitiva promiscuità, condizioni di vita migliori. Si fece promotore della diffusione delle macchine agricole, interessandosi, in particolar modo, all’aratura meccanica. I primi apparecchi di motoaratura a trazione diretta, azionati da motori a scoppio, erano comparsi in America ai primi del Novecento e, successivamente, si diffusero in Europa. Nel 1907 la Stock Motorpflug Gasellschaft di Berlino costruì una prima motoaratrice, con tre corpi di aratro posti su un telaio insieme a motore a benzina, inizialmente di 6 kW di potenza, poi 31 kW. In Italia, gli ingegneri Pavesi e Tolotti di Milano costruirono una motoaratrice con tre corpi di aratro su un telaio a tre ruote di cui una motrice, una direttrice e una portante, in due modelli, a benzina e a petrolio. Presentata per la prima volta al concorso di motocoltura, che si tenne a Torino nel 1911, in occasione dell’Esposizione, fu premiata e si diffuse discretamente sia in Italia che all’estero. Ben presto, subentrarono le trattrici, destinate a soppiantare le motoaratrici, ed ebbero rapida diffusione dapprima in [[America del Nord|America]], e poi in Europa, in particolare in [[Francia]], Germania e [[Inghilterra]].
Sulla scia di Francesco Milone, introdusse, nei suoi corsi, lo studio di quanto si andava affermando in quel periodo nell’ambito delle macchine agricole, da coltura e da raccolta, e delle speciali costruzioni agrarie.
Quando il Deposito Governativo delle macchine agricole venne soppresso, riunì il materiale posseduto da questo ente e lo fece trasferire in dotazione alla sua cattedra.
La sua prima opera in campo agrario trattò del problema delle costruzioni rurali nel Mezzogiorno <ref>Mayer G.D., Il problema delle costruzioni rurali nel Mezzogiorno d’Italia, Stabilimento Tipografico Franco Lubrano, Napoli, 1912, pp. 81.</ref>, indicando altresì ai governanti la via da seguire, al fine di assicurare alla classe agricola, relegata in condizioni di primitiva promiscuità, una condizione di vita più civile.
Si fece promotore della diffusione delle macchine agricole, interessandosi, in particolar modo, all’aratura meccanica.
I primi apparecchi di motoaratura a trazione diretta azionati da motori a scoppio erano comparsi in America ai primi del Novecento e, successivamente, si diffusero in Europa.
Nel 1907 la Stock Motorpflug Gasellschaft di Berlino costruì una prima motoaratrice, con tre corpi di aratro posti su un telaio insieme a motore a benzina, inizialmente di 6 kW di potenza, poi 31 kW.
In Italia, gli ingegneri Pavesi e Tolotti di Milano costruirono una motoaratrice con tre corpi di aratro su un telaio a tre ruote di cui una motrice, una direttrice e una portante, in due modelli, a benzina e a petrolio. Presentata per la prima volta al concorso di motocoltura, che si tenne a Torino nel 1911, in occasione dell’Esposizione, fu premiata e si diffuse discretamente sia in Italia che all’estero.
Ben presto, subentrarono le trattrici, destinate a soppiantare le motoaratrici, ed ebbero rapida diffusione dapprima in [[America del Nord|America]], e poi in Europa, in particolare in [[Francia]], Germania e [[Inghilterra]].
In Europa, inoltre, gli enti ufficiali promuovevano Stazioni sperimentali e di prova, dove il macchinario agricolo, grazie ad adeguate strutture, apparecchiature e personale, veniva provato e selezionato, e veniva consigliato agli agricoltori, in base a quelle che erano le loro esigenze.
In Italia, le macchine agricole si diffusero tramite l’insegnamento, le dimostrazioni pratiche, le pubblicazioni e gli opuscoli illustrativi, nonché con il prestito di macchine, che i Depositi Governativi e i Comizi agrari concedevano gratuitamente, ma, soprattutto, con i Concorsi di macchine agricole.
Le graduatorie di questi Concorsi venivano stilate sulla base di prove dirette e, per tanto, risultarono molto efficaci. Mayer prese parte, come giurato, al grande Concorso di Motoaratura tenutosi di [[Parma]] del 1913, promosso dalla Federazione Italiana dei Consorzi agrari e dalla [[Cattedre ambulanti di agricoltura|Cattedra ambulante d’agricoltura]] di [[Parma]].
Mayer prese parte, come giurato, al grande Concorso di Motoaratura tenutosi di [[Parma]] del 1913, promosso dalla Federazione Italiana dei Consorzi agrari e dalla [[Cattedre ambulanti di agricoltura|Cattedra ambulante d’agricoltura]] di [[Parma]].
Questo concorso ebbe molto successo grazie al numero e alla varietà delle macchine che furono presentate. Insieme a Mario Castelli, Mayer compilò le relazioni relative alle prove eseguite.
Tra gli altri, furono presentati aratri trainati da locomotive a vapore, sistemi funicolari, rimorchiatori con motori a scoppio e aratri automobili italiani ed esteri.