Differenze tra le versioni di "Giovanni Domenico Mayer"

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== Biografia ==
 
<s>Giovanni Domenico Mayer nacque a [[Perugia]] il 13 settembre 1868.</s> Conseguita la laurea in Ingegneria in giovane età, presso la [[Università degli Studi di Napoli Federico II|Scuola Politecnica di Napoli]], fu assistente di Paolo Boubèe, docente di Costruzioni Metalliche, di Gaetano Bruno, titolare della cattedra di Costruzioni Idrauliche, e di Ernesto Cavalli, docente di Meccanica applicata alle macchine. Egli fu coinvolto da Bruno nei lavori per la fognatura di [[Napoli]] e, nello specifico, si occupò di costruire alcuni tronchi fognari principali e si dedicò al progetto dell’impianto di sollevamento di [[Piedigrotta]]. Lavorò, inoltre, come perito e consigliere di amministrazione di società industriali e si occupò della costruzione dell’acquedotto di [[Castrovillari]]. Scrisse, nelle memorie scientifiche compilate in quel periodo, della fognatura di [[Francoforte sul Meno|Francoforte sul Meno,]] del calcolo dei ponti metallici ferroviari a travata rettilinea, della rovina del Cassone Venezia nel porto di [[Napoli]]. Nel 1907, divenne aiuto di Ernesto Cavalli, e conseguì la libera docenza in Meccanica applicata alle macchine. Nel 1912 pubblicò uno studio sui motori a cilindri rotanti <ref>Mayer G.D., Studio dinamico dei motori a cilindri rotanti, Stabilimento Tipografico Franco Lubrano, Napoli, 1912, pp. 116</ref> che fu tradotto in francese dall’ingegnere aeronautico [[Ottorino Pomilio|Ottorino Pompilio]]. Dal 1913 al 1925 ricoprì presso la Scuola di Portici la cattedra di Meccanica agraria e costruzioni rurali. In qualità di incaricato, contemporaneamente, ricoprì, per un lungo periodo, il corso di Meccanica applicata alle macchine presso la [[Università degli Studi di Napoli Federico II|Scuola Politecnica di Napoli]], sostituendo un suo amico morto prematuramente, il professor De Biase. Morì il 10 luglio 1925.
Egli fu coinvolto da Bruno nei lavori per la fognatura di [[Napoli]] e, nello specifico, si occupò di costruire alcuni tronchi fognari principali e si dedicò al progetto dell’impianto di sollevamento di [[Piedigrotta]]. Lavorò, inoltre, come perito e consigliere di amministrazione di società industriali, si occupò della costruzione dell’acquedotto di [[Castrovillari]].
Scrisse, nelle memorie scientifiche compilate in quel periodo, della fognatura di [[Francoforte sul Meno|Francoforte sul Meno,]] del calcolo dei ponti metallici ferroviari a travata rettilinea, della rovina del Cassone Venezia nel porto di [[Napoli]].
Nel 1907, divenne aiuto di Ernesto Cavalli, e conseguì la libera docenza in Meccanica applicata alle macchine. Nel 1912 pubblicò uno studio sui motori a cilindri rotanti <ref>Mayer G.D., Studio dinamico dei motori a cilindri rotanti, Stabilimento Tipografico Franco Lubrano, Napoli, 1912, pp. 116</ref>.
che fu tradotto in francese dall’ingegnere aeronautico [[Ottorino Pomilio|Ottorino Pompilio]].
Dal 1913 al 1925 ricoprì presso la Scuola di Portici la Cattedra di Meccanica agraria e costruzioni rurali. In qualità di incaricato, contemporaneamente, ricoprì, per un lungo periodo, il corso di Meccanica applicata alle macchine presso la [[Università degli Studi di Napoli Federico II|Scuola Politecnica di Napoli]], sostituendo un suo amico morto prematuramente, il professor De Biase. Morì il 10 luglio 1925.
 
== Attività scientifica ==