Battaglia delle piramidi: differenze tra le versioni

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== Storia ==
Nel luglio del [[1798]] Napoleone, dopo aver invaso e conquistato [[Alessandria d'Egitto]], stava marciando verso il [[Cairo]]. Quando ormai era arrivato a soli 15 chilometri dalle [[Piramidi di Giza|Piramidi]], si scontrò con l'esercito dei Mamelucchi. Le forze mamelucche erano comandate da [[Murad Bey]] e [[Ibrahim Bey]] e avevano una [[cavalleria]] potente e sviluppata. L'esercito mamelucco, sebbene numeroso, era equipaggiato in maniera "antiquata" con sciabole, archi, cotte di maglia e vecchi moschetti, armi quindi, molto più primitive e inefficienti di quelle in dotazione all'esercito francese. In più l'esercito era diviso in due, una parte (la cavalleria) al di qua del Nilo e l'altra (una milizia, prevalentemente di fanteria, che praticamente non partecipò allo scontro) al di là.
 
Napoleone capì che la cavalleria era, tra le forze egiziane, la sola in grado di essere pericolosa sul campo di battaglia. Egli, al contrario, aveva una cavalleria molto meno numerosa e il suo esercito era numericamente inferiore di due o tre volte: 25.000 Francesi contro 50.000-75.000 Egiziani. Fu dunque costretto alla difensiva e organizzò il suo esercito in modo da formare "quadrati" con al centro l'artiglieria e la cavalleria, riuscendo in questo modo a disperdere le cariche della cavalleria mamelucca. Attaccò poi di sorpresa il campo nel villaggio di Embebeh (ʿAyn Bābā),<ref>Oggi parte della città del [[Cairo]].</ref> e l'esercito egiziano, incapace di organizzarsi, fu facilmente disperso.
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