Battaglia delle piramidi: differenze tra le versioni

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Napoleone capì che la cavalleria era, tra le forze egiziane, la sola in grado di essere pericolosa sul campo di battaglia. Egli, al contrario, aveva una cavalleria molto meno numerosa e il suo esercito era numericamente inferiore di due o tre volte: 25.000 Francesi contro 50.000-75.000 Egiziani. Fu dunque costretto alla difensiva e organizzò il suo esercito in modo da formare "quadrati" con al centro l'artiglieria e la cavalleria, riuscendo in questo modo a disperdere le cariche della cavalleria mamelucca. Attaccò poi di sorpresa il campo nel villaggio di Embebeh (ʿAyn Bābā),<ref>Oggi parte della città del [[Cairo]].</ref> e l'esercito egiziano, incapace di organizzarsi, fu facilmente disperso.
 
La battaglia fece guadagnare alla Francia il [[Il Cairo]] e il Basso Egitto. Essa segnò anche la fine, dopo 700 anni, del dominio mamelucco in Egitto, anche se dai primi del XVI secolo esso guidava l'Egitto in veste di feudatario degli [[Ottomani]]. I neo-Mamelucchi erano, assieme all'ordine di Malta, distrutti da Napoleone poco prima, le ultime vestigia dell'organizzazione politica e militare rimasta dalle crociate.
 
A dispetto di questo promettente inizio, le speranze di Bonaparte di una gloriosa conquista del [[Vicino Oriente]] vennero quasi completamente vanificate dalla vittoria dell'ammiraglio [[Horatio Nelson|Orazio Nelson]] nella [[Battaglia del Nilo (1798)|battaglia del Nilo]] appena 10 giorni dopo.
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