Differenze tra le versioni di "La coscienza di Zeno"

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Incapace di gestire il proprio patrimonio, Guido prega il cognato Zeno di aiutarlo a mettere in piedi un'azienda. Egli dice a se stesso di accettare per "bontà", ma in realtà lo fa per un oscuro desiderio di rivalsa e di superiorità nei confronti del fortunato rivale in amore che, nel frattempo, ha sposato Ada.
 
Anche Guido, peraltro, nei ricordi di Zeno appare come un inetto, e comincia, per inesperienza, a sperperare il suo patrimonio e a tradire la moglie con la giovane segretaria Carmen, mentre Zeno ha la soddisfazione di essere incaricato da Ada di aiutare e proteggere il marito. Questi, dopo un'ennesima perdita causata da un infruttuoso affare, simula un tentativo di suicidio, per indurre la moglie ad aiutarlo economicamente. Più tardi ritenterà il colpo astuto, ma per un banale gioco della sorte si ucciderà davvero. Il motivo della morte è che il veleno scelto da Zeno non era quello concordato, ma uno mortale che ucciderà Guido. Quindi il motivo della morte è il suicidio, ma il paese ed Ada ipotizzano un 'uccisione da parte di Zeno, che alla fine del racconto viene analizzato dal Dottor S. con il "complesso di Caino".
 
Zeno, impegnato a salvarne (per quanto è possibile) il patrimonio, non riesce a giungere in tempo al suo funerale, accodandosi al corteo funebre sbagliato. Per questo è accusato da Ada, divenuta nel frattempo brutta e non più desiderabile per una malattia (il [[Morbo di Basedow-Graves|morbo di Basedow]]), di avere in tal modo espresso la sua gelosia e il suo malanimo verso il marito. Il famoso triangolo matrimoniale termina con tre sconfitte irreparabili, ma anche con l'autoinganno dei tre protagonisti, incapaci di distinguere fra sogno e realtà.
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