Differenze tra le versioni di "Fortificazioni al Colle della Croce"

Continuando lungo la [[strada militare]], a tratti sostenuta da alcuni muri in pietra a secco, si arriva alla sella del Colle della Croce, sotto la Punta della Croce. Sulla destra compare il lungo muro delle fortificazioni costruite sullo spartiacque e praticamente in piano si arriva prima alle rovine del Ricovero Brunet<ref>{{coord|45.71979|6.98331|display=inline|notes= Ricovero Brunet}}</ref>, presso il quale parte il sentiero che scende al lago d'Arpy, e poi alle fortificazioni del Colle della Croce.<ref name=GMNcroix/>
 
La fortificazione del Vallo Alpino al Colle della Croce all'origine si componeva di due fortini (uno a sud sul colle<ref>{{coord|45.71794|6.98298|display=inline|notes= Fortino sud}}</ref> e uno a nord sulla vetta<ref>{{coord|45.72575|6.98833|display=inline|notes= Fortino nord, sulla Punta della Croce}}</ref>) legati tra loro da un lungo trinceramento a linea spezzata.
Del fortino a sud, sul sentiero che porta al Monte Cormet, restano pochi muri in pietra: sulla sinistra del colle è ricavata una postazione con l'entrata sul lato est e protetta da due fossati, che permetteva di tirare sia sul ripido crinale che sale da La Thuile sia sul resto del colle. Al riparo dagli sguardi nemici, poco sotto il valico, erano state costruite le due casermette per la guarnigione, ora in rovina. In quella a quota più elevata sono ancora visibili i resti della cucina.<ref name=GMNcroix/>
Del fortino a nord, sulla vetta della Punta della Croce e a strapiombo sul vallone di Petosan, resta la [[ridotta]] a pianta quadrata cintata dei ruderi di una [[muro di cortina|cortina]] poligonale.<ref>[[:commons:File:Dal_colle_San_Carlo_al_Col_de_la_croix_abc6_cartello.jpg|La piantina del fortino nord sul pannello turisitico.]]</ref><ref name=deuxvoixmorgex>Informazione dal pannello turistico "Balades à deux voix". Vedi anche [http://www.comune.morgex.ao.it/index.php/men-p-europa/64-art-balades-15b '' Progetti Europei. Balades à deux voix: entre histoire et nature''], www.comune.morgex.ao.it, consultato il 17 aprile 2020.</ref>