Differenze tra le versioni di "Bianco e nero"

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m (Bianco e nero o bianconero)
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{{nota disambigua}}
{{F|fotografia|gennaio 2011}}
'''Bianco e nero o bianconero''', spesso abbreviato in '''B/N''', indica una forma di rappresentazione visiva che non utilizza il colore. Il termine fa riferimento al solo uso del [[bianco]] e del [[nero]], anche se in realtà vengono poi normalmente utilizzate tutte le [[gradazioni di grigio]] intermedie, da qui le immagini a [[livelli di grigio]]. Sono poi considerate rappresentazioni in bianco e nero anche quelle che fanno uso di un solo colore, come ad esempio le foto seppiate mediante [[Viraggio (fotografia)|viraggio]].
[[File:Patti Smith performing in Finland, 2007.jpg|thumb|Foto in bianco e nero di [[Patti Smith]]]]
 
[[File:Bilevel 1bit palette sample image - gimp dithered.png|thumb|upright=0.5|Immagine con [[profondità di colore]] di 1 bit]]
Rappresentare la realtà in bianconero coinvolge sia le arti pittoriche, sia la storia del cinema e della fotografia. Se agli albori di queste due ultime arti, la rappresentazione dei soggetti era obbligatoriamente in bianconero (non esisteva la pellicola a colori), con il tempo, riprendere in bianconero (cinema e fotografia) derivò solamente da una scelta artistica.
'''Bianco e nero o bianconero''', spesso abbreviato in '''B/N''', indica una forma di rappresentazione visiva che non utilizza il colore. Il termine fa riferimento al solo uso del [[bianco]] e del [[nero]], anche se in realtà vengono poi normalmente utilizzate tutte le [[gradazioni di grigio]] intermedie, da qui le immagini a [[livelli di grigio]]. Sono poi considerate rappresentazioni in bianco e nero anche quelle che fanno uso di un solo colore, come ad esempio le foto seppiate mediante [[Viraggio (fotografia)|viraggio]].
 
Nella Fotografia bianconero, determinare un metodo ripetibile e non casuale, con il quale attribuire agli elementi di una scena una consapevole gradazione di grigio è stata la ricerca d’elezione per ogni fotografo e cineasta del bianconero. Le problematiche annesse a tale ricerca sono tutte legate alla qualità della pellicola adoperata, la sua sensibilità e il suo sviluppo in funzione della sua esposizione. Le soluzioni iniziali per controllare la scala dei grigi, tutte empiriche, trovarono fondamento scientifico e pratico a opera di [Ansel Adams] che nel 1940 con il suo [Sistema Zonale], descrisse il senso pratico e consapevole di come rappresentare in bianconero un soggetto con la potenzialità della scala zonale ossia delle gradazioni dei grigio (Fig.1).Fino agli [[anni 1970|anni settanta]], quando il calo dei prezzi ha reso popolare la fotografia a colori, la quasi totalità delle foto scattate era in bianco e nero. Il bianco e nero tuttavia non è scomparso, ma si è ritagliato una nicchia per le sue peculiari capacità espressive e ha superato indenne anche l'avvento delle fotocamere digitali.
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[[File:Foto di Marco Fodde.tif|miniatura|723x723px|Fig. 1 - Ansel Adams descrisse con il suo Sistema Zonale come rappresentare con consapevolezza una scena in bianconero.]]<br />
 
== Fotografia ==
Fino agli [[anniAnni 1970|anni settanta]], quando il calo dei prezzi ha reso popolare la fotografia a colori, la quasi totalità delle foto scattate era in bianco e nero. Il bianco e nero tuttavia non è scomparso, ma si è ritagliato una nicchia per le sue peculiari capacità espressive e ha superato indenne anche l'avvento delle fotocamere digitali.
 
[[File:The Galápagos tortoise or Galápagos giant tortoise (Chelonoidis nigra) - Santa Cruz Island.jpeg|thumb|upright|Foto in bianco e nero di [[Chelonoidis nigra|Tartaruga delle Galapagos]] - isola di Santa Cruz.]]
'''Con quali grigi rappresentare la realtà?''' Graficamente, rappresentare un disegno o un’immagina fotografica con prevalenza di toni e colori chiari ha sull’osservatore un effetto esplosivo o onirico mentre, al contrario, un’immagine con prevalenza di toni scuri possiede in se un effetto implosivo, ossia invita l’osservatore a “cadere” nell’immagine stessa (Fig.2 e 3).
 
Tra l’acronimo “Bianco e Nero” e l’acronimo “bianconero” esiste una sottile differenza: il primo indica un’immagine costituita da due sole tonalità, bianco e nero (Fig. 4), mentre il secondo termine, di uso moderno, indica un’immagine costituita non solo dagli estremi tonali (Bianco e nero) ma anche di un’infinita gradualità dei grigi intermedi (Fig.5). Da qui si comprende come il termine “bianconero”, già nella sua costituzione voglia indicare un significato modulato che comprende nella sua etimologia la rappresentazione della realtà secondo il [Sistema Zonale].
 
Dal Punto di vista più pratico, la rappresentazione della realtà secondo una scala dei grigi attuata dall’autore di un’immagine fotografica definisce il grado di drammaticità dell’immagine stessa. Atmosfere oniriche si ottengono con la prevalenza di grigi chiari (High Key) e al contrario atmosfere cupe e drammatiche scegliendo tonalità di grigio scure (Low Key).
'''Perché Bianconero nella Fotografia?''' Cosa spinga a fotografare in Bianconero è un argomento che sconfina nella psicologia. Molti autori hanno cercato, in merito, di esprimere le loro sensazioni. Per esempio [Marco Fodde] , nei suoi libri (La fotografia in bianconero, Ed. Reflex 2000) descrive il perché si subisca il fascino di fotografare un’immagine bianconero: “…''Bianconero. Con questa parola si entra subito in un mondo irreale, ma ricco di fascino che non può trovare spazio negli aforismi. Chiunque si sia cimentato nel fornire una spiegazione del perché molti fotoartisti decidano di rappresentare la realtà in bianconero, dopo elucubrazioni più o meno scientifiche e filosofiche, è ripartito da zero: il bianconero è immaginario e l'immaginazione che spazia in tutte le dimensioni conosciute, spesso, si torce su se stessa tracciando un confine fra reale ed irreale. La fotografia in bianconero rappresenta probabilmente quel confine …. Nel bianconero la realtà cambia dimensione e sale nella fantasia fiabesca che lascia tanto spazio all'interpretazione personale, stimolando l'immaginazione dei colori senza desiderarli.”''
[[File:Fig 2b.jpg|miniatura|456x456px|Fig. 2 - Un’immagina fotografica con prevalenza di toni e colori chiari ha sull’osservatore un effetto esplosivo o onirico (High Key).]]
 
 
 
 
 
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== Film ==
Dagli anni quaranta del [[XX secolo]] sempre più film iniziarono ad essere [[Pellicola cinematografica a colori|girati a colori]], anche per competere meglio con la televisione, ancora in bianco e nero. Nonostante ciò alcuni film, anche negli ultimi decenni, vengono ancora presentati (totalmente o parzialmente) in bianco e nero, per motivi prevalentemente artistici (si veda ad esempio la [[lista dei film in bianco e nero prodotti dal 1970]]).
*{{cita libro | nome= Marco Fodde| titolo=L'arte della fotografia digitale in bianconero| anno=2015 | editore=Feltrinelli Apogeo | città=Milano|isbn=978-88-503-3356-1 }}
*{{cita libro | nome= Marco Fodde| titolo=Fotografare in bianconero. Guida alla ripresa fine art| anno=2020 | editore=Feltrinelli Apogeo|città=Milano|isbn= 978-88-503-3520-6}}
*Ansel Adams, Il Negativo, Zanichelli, 1987
[[File:Fig 3b.jpg|miniatura|563x563px|Fig. 3 - Un’immagine con prevalenza di toni scuri possiede in se un effetto implosivo e drammatico, ossia invita l’osservatore a “cadere” nell’immagine stessa (Low Key).]]
[[File:Fig 4b.jpg|miniatura|505x505px|Fig. 4 - Immagine Bianco e Nero ossia costituita da due sole tonalità.]]
 
== Voci correlate ==
* [[Film in bianco e nero prodotti dal 1970]]
* [[Pellicola cinematografica a colori]]
[[File:Fig 5b.jpg|miniatura|561x561px|Fig. 5 - Immagine Bianconero ossia costituta, oltre che dai toni estremi( Bianco e Nero), anche la una seria indefinita di tonalità grigie secondo il Sistema Zonale di Ansel Adams.]]
 
== Altri progetti ==
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