Differenze tra le versioni di "Bianco e nero"

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'''Con quali grigi rappresentare la realtà?''' Graficamente, rappresentare un disegno o un’immagina fotografica con prevalenza di toni e colori chiari ha sull’osservatore un effetto esplosivo o onirico mentre, al contrario, un’immagine con prevalenza di toni scuri possiede in se un effetto implosivo, ossia invita l’osservatore a “cadere” nell’immagine stessa (Fig.2 e 3).
 
Tra l’acronimo “Bianco e Nero” e l’acronimo “bianconero” esiste una sottile differenza: il primo indica un’immagine costituita da due sole tonalità, bianco e nero (Fig. 4), mentre il secondo termine, di uso moderno, indica un’immagine costituita non solo dagli estremi tonali (Bianco e nero) ma anche di un’infinita gradualità dei grigi intermedi (Fig.5). Da qui si comprende come il termine “bianconero”, già nella sua costituzione voglia indicare un significato modulato che comprende nella sua etimologia la rappresentazione della realtà secondo il [[Sistema Zonale]].
 
Dal Punto di vista più pratico, la rappresentazione della realtà secondo una scala dei grigi attuata dall’autore di un’immagine fotografica definisce il grado di drammaticità dell’immagine stessa. Atmosfere oniriche si ottengono con la prevalenza di grigi chiari (High Key) e al contrario atmosfere cupe e drammatiche scegliendo tonalità di grigio scure (Low Key).
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