Differenze tra le versioni di "Papa Giovanni Paolo I"

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Si dimostrò insofferente al dovere di risiedere nel castello di San Martino, residenza storica dei vescovi vittoriesi, posta in posizione arroccata e distaccata rispetto all'abitato di Vittorio Veneto: avrebbe preferito una dimora più vicina alla sua gente. Avvertì in anticipo i nuovi venti della "[[Il Sessantotto|contestazione]]", ribadendo l'importanza dell'[[Azione Cattolica]], che cominciava a sentire il peso degli anni.
 
Ebbe grande attenzione per la formazione dei giovani e sollecitò la partecipazione dei laici alla vita attiva della Chiesa, all'epoca ancora piuttosto ridotta.<ref>Autori vari, ''Storia religiosa del Veneto – Diocesi di Vittorio Veneto'', Giunta regionale del Veneto – GregorianaLibreriaEditrice.</ref> La sua indole bonaria non era però piegata alle idee correnti della moda e, ad esempio, una volta divenuto Patriarca, si batté apertamente contro l'istituzione del divorzio durante il [[Referendumreferendum abrogativo in Italia del 1974|referendum del 1974]], opponendosi apertamente come vescovo ad alcune associazioni cattoliche che si rifacevano alla [[FUCI]] veneta e che invece si schieravano a favore del divorzio.
 
=== Luciani e la Chiesa africana ===
Il [[16 settembre]] [[1972]] il Patriarca Luciani ricevette [[Paolo VI]] in visita pastorale. Al termine della Messa in [[piazza San Marco]] il Pontefice si tolse la [[stola (liturgia)|stola]] papale, la mostrò alla folla e la mise sulle spalle del Patriarca Luciani davanti a ventimila persone, facendolo arrossire per l'imbarazzo. Dell'episodio esiste un documento fotografico, ma non fu ripreso dalle telecamere, che avevano già chiuso il collegamento. La stampa disse che Paolo VI aveva scelto il suo successore: a conferma di ciò, pochi mesi dopo Paolo VI annunciò un [[concistoro]] e Luciani fu il primo della lista dei candidati alla porpora. Il [[5 marzo]] [[1973]] venne infatti creato [[cardinale]] del [[San Marco (titolo cardinalizio)|titolo di San Marco]] a Roma dallo stesso pontefice.
 
L'[[1974|anno successivo]], in occasione della campagna elettorale per il [[Referendumreferendum abrogativo in Italia del 1974|referendum sul divorzio]], sciolse la sezione veneziana della [[FUCI]], la Federazione degli universitari cattolici, perché si era mostrata favorevole al ''no'' all'abrogazione della "Legge [[Loris Fortuna|Fortuna]]", contrariamente alle indicazioni della Curia.<ref name= bertone>Intervista a Mons. Tarcisio Bertone, pubblicata su [[Avvenire]] il 26 ottobre [[2006]]</ref> Tra il [[27 settembre]] e il [[26 ottobre]] dello stesso anno partecipò a Roma alla terza Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei vescovi sul tema: "L'evangelizzazione nel mondo moderno".
 
Il [[1975]] lo vide due volte all'estero per altrettanti viaggi pastorali, il [[18 maggio]] in [[Germania]] e dal [[6 novembre|6]] al [[21 novembre]] in [[Brasile]], dove l'università statale di S. Maria a [[Rio Grande do Sul]] lo insignì di una laurea ''[[honoris causa]]''. Fu in Brasile che impressionò moltissimi prelati per la sua profonda umiltà e devozione. A gennaio [[1976]] pubblicò ''[[Illustrissimi]]'', una raccolta di lettere immaginarie (scritte tra il 1971 e il 1975 e pubblicate mensilmente sulla rivista "Il Messaggero di S. Antonio") indirizzate a personaggi storici o della letteratura. Il libro ebbe un grande successo editoriale e fu tradotto in numerose lingue.