Differenze tra le versioni di "Principi della dinamica"

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Nei ''Principia'' l'enunciato della ''Lex I'' è il seguente:{{Citazione|Ciascun corpo persevera nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, salvo che sia costretto a mutare quello stato da forze applicate ad esso.|[[Isaac Newton]], "[[Philosophiae Naturalis Principia Mathematica]]", Axiomata sive Leges Motus|Corpus omne perseverare in flatu suo quiescendi vel movendi uniformiter in directum, nisi quatenus à viribus impressis cogitur flatum illum mutare.|lingua=LA}}
 
Questo principio, noto anche come ''principio d'inerzia'' o ''principio di Galileo'', afferma che se un corpo è fermo o si muove di [[moto rettilineo]] uniforme, allora la [[somma vettoriale]] delle [[forza|forze]] che agiscono su di esso è nulla. Quindi, se la risultante delle [[forza|forze]] agenti su un corpo è nulla, allora esso mantiene il proprio stato di moto. Nella realtà di tutti i giorni, si osserva che un corpo in moto tende lentamente a rallentare fino a fermarsi. Questo tuttavia non è in contraddizione con il primo principio, in quanto la [[attrito|forza di attrito]], per esempio con l'aria o il terreno, sta agendo sul corpo modificando il propriosuo stato di moto. Se fosse possibile fare un esperimento in cui tutti gli attriti e le interazioni vengano annullate, ad esempio nello [[vuoto (fisica)|spazio vuoto]] lontano dalle galassie, allora si osserverebbe che il corpo continuerebbe a muoversi indefinitamente a [[velocità]] costante lungo una linea retta.
 
Gli esempi portati da Newton a proposito del cerchio in rotazione e del moto dei pianeti sono in realtà esempi di conservazione del [[momento angolare]] e rappresentano l'integrazione del principio di inerzia nel principio della conservazione della quantità di moto.