Differenze tra le versioni di "Seconda guerra civile nella Repubblica Centrafricana"

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=== La caduta della città di Bangui ===
{{vedi anche|Battaglia di Bangui}}
Il 18 marzo 2013, i ribelli ottennero che i loro cinque ministri tornassero a Bangui dove in seguito avrebbero parlato al processo di pace nella città di Sibut. I ribelli chiesero la liberazione dei prigionieri politici e l'integrazione delle forze ribelli nell'esercito nazionale. Séléka volle anche che i soldati sudafricani che erano in missione in Repubblica Centrafricana lasciassero il paese. Séléka minacciò di riprendere le armi se le richieste non fossero state soddisfatte, dando al governo un termine di 72 ore. Prima che i ribelli avessero preso il controllo di due città nel sudest del paese, [[Gambo (Repubblica Centrafricana)|Gambo]] e [[Bangassou]]<ref>Hippolyte Marboua and Krista Larson, [http://www.apnewsarchive.com/2013/Central-African-Republic-rebels-threaten-to-take-up-arms-if-demands-not-met-within-72-hours/id-a0028844d9af480fb73ccc66d9d9d941 "Central African Republic rebels threaten new fight"], Associated Press, 18 marzo 2013.</ref>.
 
Il 22 marzo 2013, i ribelli [[Battaglia di Bangui|rinnovarono la loro offensiva]]. Presero il controllo delle città di Damara e [[Bossangoa]]. Dopo la caduta di Damara, paure si diffusero a Bangui, dato che molto presto la capitale poteva cadere, e un senso di panico pervase la città, con negozi e scuole chiuse<ref>{{cita news |url=http://www.trust.org/alertnet/news/central-african-republic-rebels-reach-outskirts-of-capital/ |titolo=Central African Republic rebels reach outskirts of capital |editore=Reuters |data=22 marzo 2013 |urlmorto=sì |pubblicazione= |accesso=25 febbraio 2016 |urlarchivio=https://archive.today/20130416000741/http://www.trust.org/alertnet/news/central-african-republic-rebels-reach-outskirts-of-capital/ |dataarchivio=16 aprile 2013 }}</ref>. Le forze governative fermarono temporaneamente l'avanzata dei ribelli sparando su di loro con un elicottero militare<ref name="BBC 2013-03-22">{{cita news|titolo=CAR forces 'halt rebel advance'|editore=BBC| accesso = 23 marzo 2013|data=22 marzo 2013|url=https://www.bbc.co.uk/news/world-africa-21905433}}</ref>, ma entro il 23 marzo, i ribelli abbatterono l'elicottero<ref>{{cita web|url=https://www.reuters.com/article/2013/03/23/us-centralafrica-rebels-idUSBRE92M07I20130323|titolo=Central African Republic rebels enter north of capital Bangui: witness|sito=Reuters}}</ref>, entrarono a Bangui, e marciarono “diretti verso il Palazzo Presidenziale", secondo il portavoce Séléka Nelson Ndjadder<ref name="Nossiter NYT">{{cita news|url=https://www.nytimes.com/2013/03/24/world/africa/rebels-push-into-capital-in-central-african-republic.html |titolo=Rebels Push into Capital in Central African Republic |pubblicazione=[[The New York Times]] |data=23 marzo 2013 |nome=Adam |cognome=Nossiter }}</ref>. I ribelli riferirono che riuscirono a respingere i soldati governativi nel quartiere circostante, residenza privata di Bozizé, anche se il governo sostenne che Bozizé era rimasto nel palazzo presidenziale nel centro della città<ref>{{cita news|url=https://uk.reuters.com/article/2013/03/23/uk-centralafrica-rebels-idUKBRE92M07G20130323|titolo=Central African Republic rebels in capital, France sends troops|editore=Reuters|data=23 marzo 2013|accesso =24 marzo 2013}}</ref>.
 
La lotta cessò durante la notte, le forniture elettriche e d'acqua vennero tagliate. I ribelli rimasero in possesso della periferia nord, mentre il governo mantenne il controllo del centro della città. Un portavoce del governo sottolineò che Bozizé era rimasto al potere e che la capitale era ancora sotto il controllo del governo<ref>[https://www.reuters.com/article/2013/03/23/us-centralafrica-rebels-idUSBRE92M0AU20130323?feedType=RSS&feedName=topNews Central African Republic rebels in capital, France sends troops]. Reuters (23 marzo 2013). Accesso 17 aprile 2013.</ref>.
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