Differenze tra le versioni di "Seconda guerra civile nella Repubblica Centrafricana"

Il 2 gennaio 2013, un decreto presidenziale, letto alla radio di stato, annunciò che il presidente Bozizé era il nuovo capo del ministero della difesa, prendendo il posto di suo figlio, Jean Francis Bozizé; inoltre il capo dell'esercito Guillaume Lapo, fu licenziato a causa del fallimento militare del CAR, poiché non riuscì a fermare l'offensiva dei ribelli nel mese di dicembre<ref>Look, Anne (3 gennaio 2013) [http://www.voanews.com/content/car-president-sacks-defense-minister/1576975.html CAR President Sacks Defense Minister] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20130106103719/http://www.voanews.com/content/car-president-sacks-defense-minister/1576975.html |date=6 gennaio 2013 }}. Voice of America. Accesso 17 aprile 2013.</ref>. Nel frattempo, il portavoce dei ribelli, il Colonnello Djouma Narkoyo, confermò che Séléka aveva fermato la sua avanzata e che avrebbe partecipato ai colloqui di pace che sarebbero iniziati a Libreville l'8 gennaio, col presupposto che le forze governative arrestassero i membri della tribù Gula. La coalizione dei ribelli confermò di richiedere le immediate dimissioni del presidente Bozizé, il quale però era convinto di portare a termine il suo mandato fino alla sua fine nel 2016. JeanFélix Akaga, il generale del Gabon incaricato della forza MICOPAX inviata dal CEEAC, dichiarò che Damara rappresentava una "linea rossa che i ribelli non possono attraversare", e qualora lo avessero fatto sarebbe stata "una dichiarazione di guerra" contro i 10 membri del blocco regionale. Fu anche annunciato che l'Angola aveva contribuito con 760 truppe di stanza nel CAR, mentre la Francia rafforzò ulteriormente la propria presenza militare nel paese di 600 soldati, inviati per proteggere i cittadini francesi nel caso fosse stato necessario<ref name="nytimes.com" />.
 
Il 6 gennaio, il presidente sudafricano [[Jacob Zuma]] annunciò il dispiegamento di 400 soldati nel CAR per assistere le forze già presenti. Le forze ribelli, ritirate in due piccole città vicino a Barbari, parteciparono ai colloqui di pace che iniziarono due giorni dopo<ref name="aljazeera.com" />. In realtà i militari dispiegati furono poco più di 200, senza armi pesanti ed appoggio aereo<ref>https://www.iol.co.za/sundayindependent/how-deadly-car-battle-unfolded-1493841</ref>
 
=== Attacchi alle stazioni radio ===
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