Differenze tra le versioni di "Napoli"

(metà delle opere ritornò in italia)
Sotto [[Carlo III di Spagna|Carlo III di Borbone]], la città sancì definitivamente il suo ruolo di grande capitale europea<ref>[http://www.storico.org/seicento_eta_lumi/delizie_napoletane.html Storico.org]</ref>, soprattutto con una serie di grandi iniziative urbanistiche ed architettoniche; inoltre si affermò come grande centro [[illuminismo in Italia|illuminista]].
 
Con la [[rivoluzione francese]] e le [[guerre napoleoniche]], Napoli vide prima la nascita di una [[Repubblica Napoletana (1799)|repubblica giacobina]] affogata nel sangue dalla successiva restaurazione borbonica<ref>{{Cita libro|autore=Maria Antonietta Macciocchi|titolo=L'amante della rivoluzione. La vera storia di Luisa Sanfelice e della Repubblica napoletana del 1799|anno=1997|editore=Arnoldo Mondadori Editore}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=Mario Forgione|titolo=I Dieci anni che sconvolsero Napoli|anno=1991|editore=Edi|città=Napoli|isbn=9788804426554}}</ref>. Nel 1806 fu conquistata dalle truppe francesi condotte da [[Napoleone Bonaparte]] che affidò il regno a suo fratello [[Giuseppe Bonaparte|Giuseppe]] e in seguito a [[Gioacchino Murat]], che non riuscì ad unificare prematuramente la penisola ma risvegliò il sentimento nazionale<ref>Gilles Pécout, Il lungo Risorgimento: la nascita dell'Italia contemporanea (1770-1922), Bruno Mondadori, 1999, ISBN 88-424-9357-0.</ref> attraverso il [[Proclama di Rimini]]<ref>{{Cita web|url=http://www.immaginidistoria.it/immagine2.php?id=12&id_img=254|titolo=Proclama di Rimini|accesso=28 novembre 2017|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20090201171722/http://www.immaginidistoria.it/immagine2.php?id=12&id_img=254|dataarchivio=1º febbraio 2009}}</ref>. Nel 1815 con la definitiva sconfitta di Napoleone e il [[Congresso di Vienna]] Napoli ritornò nuovamente ai Borbone. Durante l'occupazione francese, diverse opere d'arte presero la via della Francia<ref>{{Cita libro|titolo=Notice de tableaux dont plusieurs ont été recueillis à Parme et à Venise : exposés dans le grand salon du Musée Napoléon, ouvert le 27 thermidor an XIII|edizione=De l'imprimerie des sciences et des arts, Paris}}</ref> a causa delle [[Furti napoleonici|spoliazioni napoleoniche]]. Secondo il catalogo del Canova<ref>{{Cita libro|autore=Marie-Louise Blumer|titolo=Catalogue des peintures transportées d'Italie en Francce de 1796 à 1814|collana=Bulletin de la Société de l'art français}}</ref> solo una parte di quelle opere ritornò in Italia.<ref>{{Cita web|url=http://www.repubblica.it/cultura/2016/12/15/news/scuderie_del_quirinale-154168943/|titolo=Tra Napoleone e Canova. Quelle opere che tornarono dal "Museo Universale"|sito=Repubblica.it|data=15 dicembre 2016|accesso=9 marzo 2019}}</ref>
 
Il 1820 in Europa fu l'anno delle agitazioni contro l'assolutismo monarchico, e a Napoli queste si manifestarono nella rivolta capitanata dal generale [[Guglielmo Pepe]]. Intimorito da queste nuove difficoltà, [[Ferdinando I delle Due Sicilie|Ferdinando I]] acquisì un comportamento ambiguo, elargendo dapprima la Costituzione, e chiedendo poi l'aiuto austriaco, per poterla ritirare e reprimere l'opposizione<ref>{{cita libro|Gianni|Oliva|Un regno che è stato grande|2012|Mondadori|Milano|pp=161-170}}</ref>. Tale atteggiamento si ripeté nei moti del 1848 quando, dopo l'ennesima insurrezione, [[Ferdinando II delle Due Sicilie|Ferdinando II]] concesse una carta costituzionale, per poi sciogliere il Parlamento e reprimere la rivolta nel sangue, ripristinando l'assolutismo<ref>{{cita libro|Gianni|Oliva|Un regno che è stato grande|2012|Mondadori|Milano|pp=212-220}}</ref>. Altresì, in questo periodo la città vide numerosi impulsi in molti settori.<ref>[http://www.treccani.it/enciclopedia/ferdinando-ii-di-borbone-re-delle-due-sicilie_%28Enciclopedia-Italiana%29/ Treccani.it]</ref>
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